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Ecco i tagli di personale nelle scuole torinesi

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Durante l’audizione in Municipio, presso la commissione cultura e istruzione presieduta da Luca Cassiani, alla presenza dell’assessore all’istruzione Franco Borgogno, il direttore scolastico provinciale Paolo Iennaco ha portato le cifre che fotografano la ricaduta sulla scuola piemontese, di Torino e della sua provincia, dei provvedimenti economici del Governo.
L’anno scolastico che inizia vedrà all’opera in regione ben 1639 insegnanti in meno. Il taglio è in realtà di 1719 posti ma ci saranno 80 posti in più nella scuola materna.
Le sole superiori perdono circa 1000 di quei 1639 insegnanti, di cui più di metà (528) in provincia di Torino.
A livello di provincia il taglio effettivo finale di sarà di 822 posti.
Lo sforzo, ha detto Iennaco, è stato di mantenere invariato il servizio erogato anche a fronte della riduzione dei posti e di una costante crescita del numero di allievi.
Dai dati che ha fornito risulta, per esempio, che sebbene nel ciclo della primaria il numero finale di classi scenderà da 4556 a 4546, il numero di quelle a tempo pieno resterà invariato: 2972. I bambini cresceranno di 490 unità e gli insegnanti caleranno di 263 unità (63 a Torino)
Alle scuole medie inferiori sono previsti 1213 ragazzi in più (470 a Torino), in tutto 15 nuove sezioni. Con una forte differenza nelle “perdite”: -131 in provincia contro un incremento di 6 posti in città. Calcolando l’ammortizzatore dei 750 pensionamenti dell’anno 2009- 2010, Iennaco ha detto che le persone che l’hanno scorso hanno lavorato (ancorchè in modo precario e non continuativo) e che da settembre invece rimarranno del tutto disoccupate, saranno circa 250 in Torino e Provincia.
Anche il personale amministrativo perde 946 posti di cui 480 a Torino.
Nel suo commento ai dati l’assessore Borgogno ha messo in evidenza che la Città, in controtendenza rispetto alle scelte imposte dal bilancio, aveva incrementato la spesa per la scuola stanziando 21 milioni contro i 14 dell’anno precedente. L’eccezionale sforzo era stato deciso per intervenire sull’edilizia scolastica principalmente in funzione della sicurezza degli edifici. La situazione che si prospetta invece, ha detto l’assessore, obbligherà con gli inevitabili incrementi numerici nelle classi a spendere buona parte di quei soldi per allargare le porte delle aule o addirittura eliminarle per rispettare le norme sulla sicurezza.

Ufficio stampa del consiglio comunale (S.L.)

Torino, 3 Settembre 2010

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