Dal dicembre scorso è pendente la richiesta di autorizzazione per trasformare il mobilificio in via Urbino 5, parte nord della città, nella prima moschea di Torino.
I chiarimenti sembrano essere arrivati e la costruzione non dovrebbe prevedere delle varianti al piano regolatore, perchè il culto è un'attività di servizio. Inoltre, anche le verifiche su "La Palma Onlus" associazione nata apposta all'interno del Centro Islamico per occuparsi dei lavori di costruzione, hanno dato esiti positivi.
Con pazienza la comunità islamica torinese ha atteso questi esiti, senza mai forzare la mano e adottando la via della trasparenza totale per quel che riguarda le carte delle associazioni e dei lavori. Un atteggiamento che ha pagato, alla fine: la Giunta comunale si è espressa a favore della Moschea e mancano solo più le verifiche sugli adempimenti formali.
Abdelaziz Khounati e il suo legale Emanuele Riba esprimono soddisfazione e ribadiscono la loro totale disponibilità e trasparenza dimostrata in questi mesi. La Lega Nord, per bocca di Mario Carossa, è decisa a continuare la sua battaglia contro la moschea, andando proprio sul terreno tecnico.
Secondo Carossa non è possibile completare i lavori senza una variante al piano regolatore. L'aspetto ideologico è accantonato ma fornisce il sottofondo dell'azione della Lega, contraria alla moschea e all'idea di un Islam moderato, tanto da proporre un referendum tra gli abitanti della Circoscrizione.
Soddisfatta invece la diocesi che sottolinea il miglioramento, rispetto al centro islamico di corso Giulio Cesare. Il problema sollevato dai vescovi cristiani, però, è un altro e riguarda la formazione degli Imam "preparati, che possano predicare il Corano in modo corretto".









