La grande "fabbrica" chiamata scuola pubblica apre i cancelli e assume 1.383 persone in Piemonte. Si tratta di 834 docenti e di 549 unità di personale tecnico-amministrativo. Dopo un lungo tira e molla il ministero dell'Economia ha detto "sì" alla stabilizzazione di 10 mila insegnanti precari in tutta Italia e una quota di poco superiore all'8 per cento è ricaduta sulla regione sabauda.
Dunque niente più sostituzioni ma finalmente una cattedra per 165 docenti della scuola d'infanzia, 69 maestri elementari, 151 professori delle medie e 37 delle superiori, più la bellezza di 407 posti di sostegno sparsi sui vari ordini di scuola. Mentre, secondo le tabelle diffuse ieri dal ministero dell'Istruzione, tra il cosiddetto personale "ata" a trovare il posto fisso saranno 81 segretari, 37 assistenti tecnici, due cuochi, 420 bidelli, due direttori dei servizi generali e amministrativi, due guardarobieri, due infermieri.
Per il sindacato "è una notizia positiva", come commenta la segretaria della Cisl Scuola Torino, Teresa Olivieri. Che però precisa: "È una boccata d'ossigeno, soprattutto per la scuola dell'infanzia e per la primaria. E un altro elemento positivo è costituito dallo sforzo fatto per stabilizzare i docenti di sostegno. Ma resta pur sempre una minima parte di quanto ci sarebbe bisogno".
Perché l'infornata di quasi 850 "prof" non porterà certo alla sconfitta del precariato nella scuola piemontese. Per capirlo basta osservare le tabelle sui posti disponibili diffuse dai vari Uffici scolastici provinciali. Sul Torinese ad esempio risultano scoperte 328 cattedre alle elementari, e soltanto 52 saranno coperti grazie alle nuove assunzioni. Nelle altre sederanno insegnanti con contratti annuali o comunque a tempo determinato. E, sempre in provincia di Torino, lo stesso varrà per le medie, dove le 78 immissioni in ruolo soddisferanno solo una parte dei 567 posti vacanti, e per le superiori, con 25 stabilizzazioni su 98 cattedre libere.
Se per la sindacalista della Cisl, l'assunzione di 550 unità di personale ata in Piemonte "costituiscono un elemento positivo, anche se in proporzione arriverà meno di un posto per ciascuna scuola piemontese", il vero pericolo è sulle superiori, perché, spiega Teresa Olivieri, "con i tagli all'organico dovuti alla riforma della scuola secondaria di secondo grado le immissioni in ruolo sono molto poche e la situazione resta molto complicata. Prevedo un disastro totale". Insomma, da un punto di vista dell'azione sindacale si preannuncia un settembre caldo, con i prof delle superiori sul piede di guerra. O, per dirla con le parole della leader della Cisl Scuola torinese, "sarà un inizio d'anno di fuoco".









