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Avviso di sfratto per la De Tomaso Rossignolo: "Pronti a vendere" Stampa
Scritto da Repubblica   
Martedì 23 Agosto 2011 08:02

Avviso di sfratto per la De Tomaso Rossignolo: "Pronti a vendere"Edoardo, Gianluca e Gian Mario Rossignolo con la De Tomaso Deuville a palazzo Chigi

"È un problema di assetto: De Tomaso è nata sull'iniziativa della famiglia Rossignolo, che doveva esserne l'azionista di riferimento. In questo momento stiamo definendo alcuni aspetti e potrebbe succedere che gli assetti azionari cambino in maniera radicale. Anche alla luce della lettera di sfratto che ci è stata recapitata". Dopo giorni di silenzio, Gianluca Rossignolo accetta di spiegare cosa sta accadendo attorno all'azienda automobilistica di cui è vicepresidente.

 

Il figlio di Gian Mario Rossignolo racconta che le trattative con l'aspirante nuovo socio, un investitore indiano, sono "in una fase molto delicata". E soprattutto fa capire che la sua famiglia è pronta a cedere il controllo dell'azienda con sedi a Livorno e a Grugliasco. Non solo. Aggiunge Rossignolo che "il cambio dell'assetto societario potrebbe prevedere alcuni cambiamenti nel piano industriale". Tradotto: il possibile nuovo socio, annunciato al Salone di Ginevra di marzo, potrebbe diventare il principale azionista della De Tomaso e allo stesso tempo decidere di non includere lo stabilimento torinese nei suoi progetti.

Una situazione che è il frutto anche del logorarsi dei rapporti tra azienda e Regione. E che Gianluca Rossignolo spiega così: "Nel momento in cui sono venuti meno alcuni impegni, la mia famiglia è stata costretta a fare un passo indietro e a cercare qualcuno che le subentrasse nell'azionariato. Questo qualcuno, se dovesse diventare azionista di maggioranza, dovrà rapportarsi

con la Regione e valutare se prendere delle decisioni diverse dalle nostre".

Certo, se così dovessero andare le cose il numero due della De Tomaso confida di "riuscire a convincere i nostri investitori a mantenere a Torino un presidio strategico". Però, dice il manager, sul futuro torinese della De Tomaso pende una problema enorme: "Siamo stati sfrattati. La Sit (la società controllata indirettamente dalla Regione che possiede lo stabilimento, ndr) ci ha detto che dobbiamo liberare l'immobile entro la fine dell'anno. E la lettera in cui ci veniva annunciata la rescissione del contratto d'affitto è venuta fuori anche durante la fase di due diligence (quella in cui il potenziale socio controlla i documenti dell'azienda, ndr) del nostro investitore".

Dalla Sit spiegano che si è trattato di un atto d'ufficio: l'impresa non aveva pagato la rata semestrale del canone d'affitto e la società che aveva acquistato il capannone di Grugliasco è stata costretta a tutelarsi. Ma si è trattato dell'ennesimo ostacolo nel già travagliato cammino della De Tomaso.

E i fatidici corsi di formazione necessari per dare il via alla produzioe? Gianluca Rossignolo rassicura i 900 dipendenti di cui la sua famiglia si è fatta carico accettando di rilevare il ramo d'azienda dalla Pininfarina: "A settembre partiranno, vogliamo mantenere i nostri impegni". Però sottolinea: "Il problema è che quando un investitore estero guarda all'attuale situazione dell'Italia si chiede se non sia più vantaggioso andare a produrre altrove". E aggiunge: "Torino non si è dimostrata una piazza in cui si possono fare alcune cose".

Novità sono attese nei prossimi giorni: "La trattativa è in corso e per la fine di questa settimana  -  dice il manager  -  potremmo dare conto di come si è strutturata l'operazione. Nel frattempo cercheremo di convincere l'investitore a mantenere le localizzazioni previste dal nostro piano industriale".

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