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I No Tav si ricompattano anche i sindaci in piazza

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Il primo appuntamento con la protesta è previsto sabato a Chiomonte, dove ci sarà una "marcia di resistenza" contro l'avvio del cantiere del tunnel della Maddalena, previsto per gennaio: il coordinamento delle liste civiche No Tav ha chiesto a sindaci e amministratori di partecipare alla marcia con le fasce al petto. L'obiettivo è quello di ricucire l'unità tra amministratori e movimenti che c'era nel 2005 e che oggi è dissolta. "Unità che è fondamentale - ribadisce Plano - se vogliamo opporci a quest'opera e presentare il nostro "dossier dei no" entro il 9 ottobre".

In mezzo, il cruciale passaggio del tavolo politico con il governo, che dovrebbe essere il 4 ottobre - anche se al momento né Regione, né Provincia hanno ricevuto la convocazione - per il quale occorre ridefinire le rappresentanze territoriali. Dall'ultima riunione, infatti, nel luglio del 2008, sono cambiate le amministrazioni, è cambiato il progetto, e quindi gli enti territoriali coinvolti e, soprattutto, sono state accorpate le Comunità montane. La scelta spetterà a Provincia e Regione, alle quali nei prossimi giorni il governo chiederà l'indicazione dei "delegati".

Una soluzione potrebbe essere il coinvolgimento di tutti i 16 sindaci toccati dal tracciato, trasformando il tavolo in un'anteprima della conferenza dei servizi; oppure l'applicazione del modello già in uso nell'Osservatorio: una suddivisione in aree, ognuna con un rappresentante.

Nella riunione di lunedì sera a Chiusa, per la presentazione del progetto alla popolazione, sono bastati tre minuti al sindaco Domenico Usseglio per raccogliere il primo applauso delle quasi mille persone convocate, sotto il tendone di piazza della Repubblica, dai sindaci di Chiusa, Sant'Ambrogio, Vaie e dalla Comunità montana. "Quest'opera è nata male e va rigettata", ha tuonato. L'appello è chiaro: andare casa per casa per raccogliere adesioni e risvegliare dal sonno anche quei comuni che hanno digerito il progetto "perché - ha sottolineato il sindaco di Sant'ambrogio, Dario Fracchia, eletto con una lista No Tav - è inutile girarci intorno: il problema è che quest'opera, fisicamente, qui non ci sta".

Ed è un lungo elenco di problemi e di promesse che secondo Plano non sono state mantenute: "L'opera avrebbe dovuto essere tolta dalla legge obiettivo e non è successo. Avrebbe dovuto essere frutto della concertazione e non è successo; dovrebbe portare lavoro alla valle e non succederà". Poi ci sono i problemi di impatto: gli espropri, il consumo di acqua e elettricità, gli effetti su fabbricati e abitazioni. Proprio per rispondere ai dubbi e alle preoccupazioni dei cittadini l'amministrazione di Chiusa ha attivato uno sportello, aperto tre giorni alla settimana, per chi vorrà vedere e farsi spiegare le carte.

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