TORINO 9 gen – Imprese funebri che nessuno ha mai sentito e che sono a malapena presenti sulle Pagine Gialle. Hanno sedi minuscole, dove non entrerebbe nemmeno una bara e personale più che ridotto. Eppure riescono a ottenere un numero spropositato di funerali. Ma come fanno?
L’associazione No al Finto Aiuto, in collaborazione con la rivista Però Torino, sta vagliando una serie di dati di cui dispone per capirci qualcosa. E lentamente stanno venendo alla luce alcune strane (ma forse nemmeno troppo) anomalie. Un ben individuato numero di imprese funebri, infatti, dislocate in altrettanti ben individuati punti di Torino riescono a farla da padrone. Cerchiamo di capire come questo strano fenomeno sia possibile.
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Esistono probabilmente dei canali preferenziali di “procacciamento affari” per costoro. Pare infatti, come diverse inchieste anche nel passato recente hanno dimostrato, che la grande maggioranza di servizi accaparrati da queste agenzie arrivi quasi sempre dalle stesse strutture (ospedali o case di riposo). Sembra inoltre – guarda caso – che questa attività sia ciclica e non regolare. In pratica, parrebbe legata alla presenza nelle strutture dei soliti “personaggi”. Cioè, queste aziende fanno affari in base alla turnazione del personale. Strano, no?
Vedremo dove andranno a finire le nostre indagini. Ma chissà che non si porti allo scoperto un nuovo capitolo della triste storia del commercio delle salme. Magari con identificazione dei responsabili.












