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Neanche Bobbio scampa i No Tav a Torino

Stampa

bobbio no tav

TORINO 1 feb (Però Torino) - La furia No Tav si riversa anche su Norberto Bobbio, la cui effigie campeggia ancora in quello che fu il negozio de "La Stampa" in via Roma a Torino. Gavettoni di vernice nera hanno imbrattato - nel corso della manifestazione di sabato scorso - la foto di un personaggio che, in effetti, non ha mai avuto molto a che fare con i treni ad alta velocità.

Forse la sua immagine è parsa ai protestatari un simbolo dell'establishment torinese. Forse, invece, hanno imbrattato qualsiasi cosa e ogni fotografia fosse capitata loro a tiro, senza magari nemmeno sapere perché e senza discernere alcunché. Certo è che, dalle scritte, si capisce che i No Tav sono piuttosto ostili ai giornalisti in generale, quindi l'ex negozio del quotidiano della Fiat poteva essere un obiettivo "logico" nella loro deficitaria strategia di comunicazione. Strategia che, a quanto pare, non contempla l'idea di far capire all'opinione pubblica le loro ragioni, nè di ingraziarsela con comportamenti civili. In questo modo, di certo, hanno lanciato l'ennesimo boomerang in una battaglia che invece avrebbe diversi argomenti sostenibili e parecchie motivazioni condivisibili.

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Tratto da "il filosofico"

Norberto Bobbio è nato a Torino il 18 ottobre 1909 da Luigi, medico-chirurgo, originario di Rivalta Bormida (in provincia di Alessandria), primario all'ospedale San Giovanni, uno dei più noti chirurghi della città. Gli anni della sua formazione vedono Torino come centro di grande elaborazione culturale e politica. Al Liceo Massimo D'Azeglio conosce Vittorio Foa, Leone Ginzburg e Cesare Pavese . All'università diventa amico di Alessandro Galante Garrone. Si laurea in legge e in filosofia. Dopo aver studiato Filosofia del diritto con Solari, insegna questa disciplina a Camerino (1935-38),a Siena (1938-40) e Padova (1940-48). Il suo peregrinare per l'Italia lo porta a frequentare vari gruppi di antifascisti. A Camerino conosce Aldo Capitini e Guido Calogero e comincia a frequentare le riunioni del movimento liberalsocialista. Da Camerino si trasferisce a Siena dove collabora con Mario delle Piane, e infine nel 1940 a Padova, dove diventa amico di Antonio Giuriolo. Collabora inoltre con il gruppo torinese di Giustizia e Libertà, con Foa, Leone e Natalia Ginzburg, Franco Antonicelli, Massimo Mila. Successivamente nel 1942 aderisce al Partito d'Azione. A Padova collabora con la Resistenza frequentando Giancarlo Tonolo e Silvio Trentin. Viene arrestato nel 1943. Nel dopoguerra insegna Filosofia del diritto all'Università di Torino (1948-72) e Filosofia della politica, sempre a Torino, dal 1972 al 1979. Dal 1979 è professore emerito dell'Università di Torino e socio nazionale dell'Accademia dei Lincei; dal 1966 è socio corrispondente della British Academy. La scelta di non essere protagonista della vita politica attiva non ha però mai impedito a Bobbio di essere presente e partecipe: al contrario è stato punto di riferimento nel dibattito intellettuale e politico dell'ultimo trentennio. Nel 1966 sostiene il processo di unificazione tra socialisti e socialdemocratici. Nel 1984 il filosofo apre una forte polemica con la "democrazia dell'applauso" varata da Bettino Craxi nel Congresso di Verona e Sandro Pertini, allora Presidente della Repubblica Italiana. Nel luglio del 1984 è stato nominato senatore a vita dal Presidente della Repubblica Sandro Pertini. Norberto Bobbio ha ottenuto la laurea ad honorem nelle Università di Parigi, di Buenos Aires, di Madrid (Complutense), di Bologna, di Chambéry. È stato a lungo direttore della "Rivista di filosofia" insieme con Nicola Abbagnano. Il grande filosofo italiano è scomparso il 9 gennaio 2004 all'età di 94 anni. Personalità umile, sebbene in vita abbia chiesto che i suoi funerali venissero celebrati in forma strettamente privata, molti sono stati gli italiani e le personalità ufficiali, tra cui il Presidente Carlo Azeglio Ciampi , che hanno reso omaggio al senatore a vita visitando la camera ardente allestita (con il consenso dei figli) presso l'Università di Torino.

"Con Norberto Bobbio scompare la coscienza critica della sinistra italiana. È stato l'«oracolo» al quale, periodicamente, e soprattutto nei momenti più critici della recente storia italiana, politici e intellettuali della sinistra hanno fatto ricorso. Sempre sorprendendoli, gettando nel pensiero politico l'inquietudine di chi - come lui - sentiva di appartenere alla categoria di uomini che non sono mai contenti di se stessi. L'eredità della riflessione politica lasciata da Bobbio alla sinistra italiana è riassumibile in una via che lui stesso ha chiamato «la politica dei diritti»." [Corriere della sera - 10/01/2004]

Neanche Bobbio scampa i No Tav a Torino
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