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Einstein

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Machissenefrega

Lunedì, 04 Novembre 2013 00:57

Barcellona, il favoloso Café Torino

cafetorino

Un cafè fantastico, un locale bellissimo: all'incrocio fra il Paseig de Gracia 18 e la Gran Via, dove una volta c'era il Café Torino, oggi c'é una gioielleria.
Il Café Torino, opera maestra del modernismo, fu all'inizio del XX secolo punto di incontro e di riferimento della borghesia barcelonesa dove si beveva il torinesissimo vermut, bibita fino ad allora sconosciuta e introdotta in Spagna da Flaminio Mezzalama che oltre ad essere importatore per tutta la penisola iberica del Martini & Rossi, era anche il proprietario del locale.

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Fu inaugurato nel 1902 e fra gli architetti che lo progettarono c'era anche Antoni Gaudí che disegnó il salone arabo.

Nel 1903 ricevette un premio dal Comune di Barcellona quale miglior esercizio commerciale della cittá.
Nel 1911 chiuse i battenti e inizió il mito del Café Torino. (Fonte: http://renato1959.blogspot.it)

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Giovedì, 12 Settembre 2013 15:46

Scuola di sesso orale in Russia

titan1Il corso si chiama "Art of oral sex" ed è aperto a tutte le donne che vogliono migliorare la loro abilità nel soddisfare il proprio partner attraverso la fellatio. Per partecipare a questa speciale lezione, si devono spendere circa 3500 rubli (85 euro), per tre ore e mezza di formazione intensiva. Di sicuro il più bel regalo che una donna potrebbe fare al suo partner.

punheteiras

Molti centri “massaggi” gestiti da cinesi anche a Torino, confermano una certa abilità manuale delle donne asiatiche: comunque nel Paese del Dragone esiste la professione di “smanettatrice” – legalmente riconosciuta – quella che il quotidiano brasiliano Jornal do Estado, definisce con la parola “punheteiras”, pugnettatrici, insomma.

ITALIA BEL PAESE DI MERDASecondo la Corte di Cassazione, al contrario dell’espressione “sporco negro”, l’ingiuria “italiano di merda” non ha una connotazione razzista, in quanto se fosse connotata in termini razzisti implicherebbe “una esteriorizzazione immediatamente percepibile, nel contesto in cui è maturata, avendo riguardo al comune sentire, di un sentimento di avversione o di discriminazione fondato sulla razza, l’origine etnica o il colore” (Cassazione, sez. V, 11 luglio 2006, n. 37609), che dunque “veicoli l’espressione di un pregiudizio di inferiorità e di negazione dell’uguaglianza”.
Se, dunque, l’espressione “sporco negro” integra l’aggravante della connotazione razzista dell’ingiuria perché è correlata nel contesto territoriale ad un pregiudizio di inferiorità razziale, come riconosciuto dalla Cassazione con la sentenza n. 9381/2006, lo stesso non può dirsi per la frase ingiuriosa “italiano di merda” in quanto nel comune sentire del nostro Paese il riferimento all’italiano non è connaturato ad una situazione di inferiorità, essendo la comunità etnica italiana maggioritaria e politicamente egemone nel nostro Paese.
Così ha deciso la Corte di Cassazione, nella sentenza della sez. V., n. 11590 dd. 25 marzo 2010, respingendo il ricorso proposto dal Procuratore della Repubblica di Trieste avverso la sentenza del Giudice di pace di Pordenone.
Ecco il testo della sentenza:

 Corte di Cassazione, Sez. V, Sent. n. 11590 del 25 marzo 2010.
Fatto e diritto
1. – Il Procuratore Generale della Repubblica di Trieste propone ricorso per cassazione avverso la sentenza del Giudice di Pace di Pordenone che ha dichiarato il S. colpevole dei reati di ingiuria, percosse e minaccia, nei confronti di C. M. deducendo:
a. – incompetenza per materia in quanto, avendo l’ingiuria, “italiano di merda”, una connotazione razzista, il reato sarebbe aggravato ai sensi dell’art. 3 d.l. 26 aprile 1993, n. 122, convertito in legge, n. 205/1993;
b. – violazione dell’art. 81 c.p., perché, per i fatti di cui al capo b), ingiuria, percosse e minaccia, commessi il 15 luglio 2006, non sarebbe stata applicata la continuazione interna.
2. – Il ricorso è infondato.
A. – L’art 3 d.l. 1993 n. 122, convertito con modificazioni in legge 25 giugno 1993, n. 205 (in Gazz. Uff., 26 giugno 1993, n. 148), prevede che “per i reati punibili con pena diversa da quella dell’ergastolo commessi per finalità di discriminazione o di odio etnico, nazionale, razziale o religioso, ovvero al fine di agevolare l’attività di organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi che hanno tra i loro scopi le medesime finalità, la pena sia aumentata fino alla metà”.
Tale norma, anche alla luce della Convenzione di New York del 7 marzo 1966, resa esecutiva in Italia con la legge 654/1975 secondo cui i termini di “discriminazione ed odio stanno ad indicare ogni distinzione, esclusione, restrizione o preferenza basata sulla razza, il colore, l’ascendenza o l’origine etnica che abbia lo scopo o l’effetto di distruggere o di compromettere il riconoscimento, il godimento o l’esercizio, in condizioni di parità, dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali” in ogni settore della vita pubblica, sia politica che economica, sociale e culturale, deve essere intesa nel senso che è sufficiente che l’azione si manifesti come consapevole esteriorizzazione, immediatamente percepibile, nel contesto in cui è maturata, avuto anche riguardo al comune sentire, di un sentimento di avversione o di discriminazione fondato sulla razza, l’origine etnica o il colore (Cass., sez. V, 11 luglio 2006, n. 37609): cioè di un sentimento immediatamente percepibile come connaturato alla esclusione di condizioni di parità.
Secondo tale interpretazione è stato ritenuto che l’espressione “sporca negra” rivolta a persona di pelle scura integrasse gli estremi di ingiuria aggravata dalle finalità di discriminazione o di odio etnico e razziale, in quanto essa era correlata nell’accezione corrente, adottata nel nostro territorio, proprio ad un pregiudizio di inferiorità razziale (anche Cass., sez. V, 20 gennaio 2006, n. 9381).
Orbene, dalla sentenza impugnata non si desume che la frase ingiuriosa “italiano di merda” fosse stata pronunciata consapevolmente per finalità di discriminazione, di odio nazionale razziale o di conflitto tra persone a causa della etnia, non risultando che l’imputato avesse manifestato, nel contesto in cui erano state profferite, odio e sentimenti similari connaturati ad una situazione di inferiorità degli italiani. Anche perché non si può ritenere che il riferimento all’“italiano”, nel comune sentire, nel nostro territorio, in cui l’italiano è stragrande maggioranza e classe dirigente, sia correlato ad un sentimento che può dare luogo ad un pregiudizio corrente di inferiorità.
Per cui il termine “italiano”, accoppiato alla parola ingiuriosa, può essere letto come individualizzazione di una persona singola (per fatti relativi ad una situazione eminentemente personale e familiare), nei cui confronti si ha disistima, piuttosto che come riferimento ad una identità etnica in quanto facente parte di una comunità nazionale, quella italiana, che proprio nel nostro paese non può essere correlata ad una situazione di inferiorità o suscettibile di essere discriminata. Di conseguenza, non si riscontra l’aggravante di cui all’art. 3 d.l. n. 122/1993 conv., con modificazioni, in legge 25 giugno 2005, n. 205 e non si ha incompetenza ex art. 6 legge citata.
B. – È, pure, infondato il secondo motivo, in quanto dalla sentenza implicitamente si desume che è stata applicata la continuazione interna per i fatti commessi il 15 e il 17 luglio, essendo stata applicata la pena di 900,00 euro di multa, quando il minimo edittale è di euro 258,00.
Il ricorso va, quindi, rigettato.
P.Q.M.La Corte rigetta il ricorso.

In parole povere, se uno straniero insulta un italiano esclamando “italiano di merda”, in Italia, non è punibile in alcun modo per istigazione all’odio razziale. Così ha deciso la Cassazione nel 2010.

Fonte ASGI

unioneuropeaUna brutta gaffe del Consiglio dei 27 governi dell'Ue, che ha «dimenticato» in un video (peraltro orribile) il ruolo dell'Italia come Paese fondatore, ha generato un incidente diplomatico con protesta ufficiale della Farnesina e tardive scuse del vertice dell'istituzione comunitaria.

Il colpo di kung-fu ai danni del portiere del Wanderers, formazione di prima divisione cilena, costa l'arresto a Gaston Cellerino, attaccante argentino dell'Union La Calera. Il giocatore va fuori di testa dopo essere stato espulso dal direttore di gara. Sulla via per gli spogliatoi Cellerino sfoga la sua rabbia sull'estremo difensore avversario: dopo un primo "contatto", sfuggito alle telecamere, l'attaccante torna indietro per il vergognoso colpo di grazia.

Google ha presentato oggi a San Francisco il suo tablet Nexus Seven, che porta il marchio della Big G e avrà un costo a partire da 199 dollari. Il tablet utilizza l'ultima evoluzione del sistema operativo Android, Jelly Bean, anch'essa presentata oggi. Il nuovo dispositivo, il cui schermo misura sette pollici, è prodotto dalla AsusTek e le sue dimensioni lo rendono adatto a fare concorrenza al Kindle Fire di Amazon.com, più che all'iPad di Apple, che ha un monitor da 10 pollici. Il Nexus Seven è stato progettato specificamente per supportare Google Play, il negozio online della compagnia di Mountain View in cui gli utenti possono trovare film, musica, giochi, libri e app. La novità del negozio online è la possibilità di acquistare i film anziché poterli esclusivamente noleggiare.

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Giovedì, 21 Giugno 2012 15:23

Belva feroce a Torino

Ecco il video, che ci ha mandato un nostro lettore, della cagnolina Cloe. Una pulce che gioca a fare la belva.

 

 

Sabato, 16 Giugno 2012 18:32

Sei di Torino se...

SEI DI TORINO quando per dire che hai marinato la scuola dici : ho tagliato!

SEI DI TORINO se l'appartamento lo chiami "alloggio"

SEI DI TORINO se quando ordini un Marocchino in Calabria ti guardano come se fossi un marziano...

"Fate attenzione quando camminate, il vostro stato di Facebook può aspettare'. E' esplicito il cartello apparso in questi giorni sulle vie di New York. La Fb mania ci distoglie ormai del tutto dalla vita reale? Anche in Italia troveremo presto cartelli stradali - più o meno ufficiali - che ci invitano a vivere e non solo a chattare? Dite la vostra!

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