La lista Deodato Stampa
Scritto da Giovanni Monaco   
Mercoledì 10 Febbraio 2010 14:12

Il piano del centrodestra per far rientrare “a casa” Deodato Scanderebech è arzigogolato, ma sottile. Non si tratta si una faccenda facile, mettere in lista – che so nel Pdl – un personaggio che si può facilmente battere in una gara di dizione o in un concorso per l’uso del congiuntivo, ma che è riuscito a prendere fino a 14mila preferenze personali in passato.

Da un lato, quindi, c’è l’obiettivo interesse della coalizione di centrodestra a depotenziare l’accordo tra Mercedes Bresso e Michele Vietti (Udc) togliendo per l’appunto all’Unione di centro il cavallo di razza dell’urna. Quel Deodato che, da lungo tempo, non nasconde il suo disagio a restare all’interno del partito di Pierferdy. Un disagio che, peraltro, Scanderebech ha avuto anche in Forza Italia, in tempi ormai remoti.Dall’altro lato, c’è l’altrettanto obiettivo interesse dei tanti potenti candidati che, con un eventuale ingresso di una vera e propria macchina da voti in lista, temono di veder scalare di una posizione la propria classifica finale e, magari, restare fuori dall’emiciclo regionale. Un incubo, insomma.Però esiste un coniglio, nel cilindro di questo accordo. I pensatori del Pdl (e va dato atto alla componente An di un certo pragmatismo in questo caso, ché fosse stato per gli ex di Forza Italia forse non se ne sarebbe fatto nulla) hanno studiato una soluzione: perché non creare una lista ad hoc, una lista “Scanderebech” che corra autonoma, ma all’interno della grossa coalizione moderata? Con questa trovata si risolverebbe il conflitto di interessi – nel senso di opposti – che si stava creando con questa operazione. Nessun aspirante consigliere da rianimare con i sali e addirittura più voti potenziali da poter racimolare in giro.Anche perché una lista Scanderebech potrà presentarsi in tutte le province, mentre la persona fisica Scanderebech, evidentemente no. Gli strateghi di corso Vittorio valutano che una lista siffatta, che potrebbe rastrellare il voto conservatore e di origine meridionale in ogni angolo del Piemonte, potrebbe attestarsi addirittura a 20 mila preferenze. Ventimila prese dal centrodestra e quindi ventimila tolte al centrosinistra. Un “colpo” da 40mila voti di differenza, insomma. Ora, a quanto si dice, il boccino ce l’avrebbe in mano proprio Deodato.
Ultimo aggiornamento Mercoledì 10 Marzo 2010 18:39
 

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