Errore
  • JCacheStorageFile::_deleteFolderJLIB_FILESYSTEM_DELETE_FAILED
  • JCacheStorageFile::_deleteFolderJLIB_FILESYSTEM_DELETE_FAILED
  • JCacheStorageFile::_deleteFolderJLIB_FILESYSTEM_DELETE_FAILED
  • JCacheStorageFile::_deleteFolderJLIB_FILESYSTEM_DELETE_FAILED
  • JCacheStorageFile::_deleteFolderJLIB_FILESYSTEM_DELETE_FAILED
  • JCacheStorageFile::_deleteFolderJLIB_FILESYSTEM_DELETE_FAILED
  • JCacheStorageFile::_deleteFolderJLIB_FILESYSTEM_DELETE_FAILED
  • JLIB_FILESYSTEM_ERROR_PATH_IS_NOT_A_FOLDER_FOLDER
  • JLIB_FILESYSTEM_ERROR_PATH_IS_NOT_A_FOLDER_FILES
A+ A A-

Torino, un museo del cinema fatto in casa [FOTO]

TORINO 6 giu (Però Torino) – Ha allestito un piccolo museo del cinema in una scuola, la media statale Giovanni Verga di via Pesaro 11, a Torino. “Piccolo museo” fino a un certo punto.

 

Infatti Sergio Chiambaretta, 80enne perito industriale in pensione, possiede ben oltre un migliaio di pezzi fra macchine fotografiche, cineprese e proiettori. Tutti assolutamente d’epoca e funzionanti. “Ho anche un videografo del 1906”, racconta. “L’ho comprato a Roma da un rottamatore per 50 euro. L’ho aggiustato e adesso che è funzionante ha un valore di mercato di circa 12mila euro”.

 

Perché Chiambaretta non compra solamente tutti gli articoli che gli sembrano interessanti, ma li smonta, aggiusta e rimonta. “Passo praticamente tutto il tempo libero che ho nella manutenzione e nel riaggiustare le macchine di cui entro in possesso”.

 

La sua passione è nata mezzo secolo fa. “Ho cominciato a collezionare macchinette fotografiche quando ero ancora giovane e sono andato avanti fino agli anni ‘90”, dice. “Invece sono ‘solo’ due decenni che compro materiale legato al cinema”.

 

Le notizie di Torino anche su Facebook, entra qui e clicca su "mi piace"

 

Quello che ha allestito alla scuola Verga è un museo temporaneo. L’obiettivo di Chiambaretta infatti è trasferire tutto in una sede più opportuna. “Sto parlando con alcuni responsabili del Politecnico per vedere se si riesce a trovare una collocazione nell’Ateneo. Ma ancora non è stato deciso nulla”.

 

La collezione è davvero di primordine, probabilmente è la migliore d’Italia in possesso di un privato. “L’80% delle macchine fotografiche che ho, provengono da fotografi piemontesi dell’Ottocento e del Novecento. Ma anche fra i pezzi relativi al cinema ho delle chicche assolute”. Fra cui senz’altro alcune cineprese del 1912/13, un proiettore del 1909 e alcune cineprese amatoriali degli anni ’50, antenate delle nostre “compatte”.

 

Non mancano infine macchine che hanno letteralmente registrato la storia sulle loro pellicole. “Ho una cinepresa del 1938 usata dagli americani durante lo sbarco ad Anzio che mi è stata regalata da un signore che l’ha trovata in spiaggia. Oppure una stereoscopica del 1940 che faceva riprese da sotto l’ala dell’aereo. Una telecamera spia d’altri tempi, insomma”. Tutto, ovviamente, perfettamente funzionante.


Il museo allestito nella scuola non è aperto al pubblico. "Ma se qualche appassionato volesse visitarlo - dice Chiambaretta - può chiamare l'istituto e mettersi in contatto con me. Sarò ben lieto di mostrare la mia collezione".

 

eMotiKO 300 x 250 Nuovi