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Si è aperta da oggi al Museo Nazionale del Cinema presenta dal 30 settembre al 9 gennaio prossimo la mostra
Come di consueto, il percorso della mostra inizia sulla cancellata esterna della Mole Antonelliana, per proseguire poi nell’Aula del Tempio, cuore del museo.
All’esterno, una trentina di immagini di grande formato racconta il viventi (trucco, scene, foto di set, momenti di pausa nelle riprese) dagli anni Trenta a oggi.
All’interno, il percorso si apre con i vampiri, che dal mito fondatore di Dracula si spingono sino allapopolarissima saga contemporanea die, in conclusione, ai racconti popolati dagli zombi, che rappresentano le più recenti e pervasiveincarnazioni della mitologia degli esseri non ancora morti ma neppure più vivi.
Sulla rampa elicoidale trovano posto trenta manifesti cinematografici originali di diverse epoche,tutti provenienti dalle collezioni del museo, a completamento di un percorso narrativo-riflessivo composto da foto di scena. riproduzioni di dipinti e documenti storici, fotosoggetti originali e brevi testi introduttivi. Due installazioni video ripropongono le più famose sequenze tratte dai capisaldi dei film di genere,mentre l’intero percorso è movimentato da sorprendenti ed evocativi interventi scenografici, ideatida Elena D’Agnolo Vallan e Marco Ostini, che si avvalgono tra l’altro dei suggestivi “effetti speciali”creati da uno dei maggiori specialisti del settore, il torinese Michele Guaschino.
L’immagine-guida della mostra è stata appositamente realizzata per il Museo Nazionale del Cinema da Gianluigi Toccafondo.
A completamento della mostra, sono previsti numerosi eventi collaterali, tra i quali una festa allaMole Antonelliana con maschere a tema e numerose altre sorprese (sabato 30 ottobre, la vigilia di Halloween).
dal titolo "Diversamente vivi. Zombi, vampirti, mummie, fantasmi", a cura di Peppino Ortoleva, uno dei maggiori studiosi delle comunicazioni e della cultura di massa. Si tratta di un’esposizione unica nel suo genere, sia per l’argomento trattato che per la ricchezza e varietà dei contenuti, realizzata con materiali tratti in gran parte dalle prestigiose collezioni del Museo Nazionale del Cinema, e arricchiti grazie agli apporti del Museo di Arte Orientale, della Soprintendenza ai Beni Archeologici al Museo Egizio, e di vari musei.
Le storie di morti viventi attraversano tutto il secolo del cinema: dai primissimi esperimenti di Méliès fino al successo mondiale della saga di Twilight. Si tratta di un tema che da sempre tocca profondamente l'essere umano, riuscendo a creare una mitologia che ha interessato molteplici generi narrativi, dai romanzi ai fumetti, dalla televisione ai videogame, ma che nelcinema sembra aver trovato la sua forma di espressione più efficace e suggestiva.
La mostra ripercorre, attraverso manifesti pubblicitari, oggetti, fotografie, alcduni dei temi principali che hanno interessato la storia dei morti viventi nel cinema, nella declianzione dei vampiri, fantasmi, mummie, e, in tempi più recenti, anche zombie. Vengono messe in luce le connessioni alle loro radici culturali ed emotive, con collegamenti tra la filmografia dei morti viventi e la tradizione dello spiritismo, documentandone il radicamento in culture diverse e gettando uno sguardo sugli sviluppi nel fumetto, nel mondo del gioco, nella serialità televisiva.
Non si tratta soltanto di un genere: l'horror, è vero, predomina con le sue storie di malvagità indicibili e tormenti più riprese, storie di fantasmi e ora anche di vampiri di tono romantico, nostalgico, spesso struggente. Per non parlare dei non morti da ridere, antichi come il cinema e anche di più”.
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