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Da febbraio grande jazz al Conservatorio di Torino

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Se pronunci la parola Eastwood può venirti in mente quella sorta di figura chimerica di Clint, ma se ti piace il jazz puoi pensare anche a suo figlio. Kyle Eastwood. In realtà è un gioco di richiami. Kyle è l’autore delle colonne sonore dei film del padre (che si autodefinisce jazzista mancato) come Mystic River, Million Dollar Baby, Gran Torino e Invictus. Ha composto il suo quinto album - Songs from the Chateau - in un maniero quattrocentesco vicino Bordeaux.

Un disco ispirato, per usare un aggettivo sobrio. Suona il basso e il basso elettrico e sono una decina d’anni che manca da Torino con la sua band composta da stelle della scena jazz britannica. Il concerto al Conservatorio di piazza Bodoni è in programma sabato 11 febbraio e gli intenditori lo stanno aspettando. E già ringraziano Linguaggi Jazz, consolidata rassegna torinese non nuova a colpi di questo genere. Kyle Eastwood

Nei primi mesi di questa edizione, iniziata lo scorso ottobre, si sono esibiti sul palco del ‘Verdi’ artisti del calibro di Richard Galliano, John Surman, Dave Douglas, Franco D’Andrea, Paolo Fresu, Marco Tradito, Martin Mayes. E adesso si riparte con gli ultimi cinque concerti.
Sabato 4 febbraio approda in città un gran personaggio: il batterista Aldo Romano. Settant’anni portati con la leggerezza di un ragazzino. Suonerà in trio con i francesi Sclavis e Texier con i quali lavora dal 1995. Prediligono le sonorità africane per ritrovare l’essenza più vera e profonda della musica afroamericana.
Per capire la straordinarietà di Romano si può leggere la recente autobiografia di Enrico Rava (Incontri con musicisti straordinari. La storia del mio jazz - Feltrinelli). Genio e sregolatezza, capacità di adattamento a orari impossibili, trasferimenti giornalieri di centinaia di chilometri per raggiungere la città dove si esibirà. Ma su tutto la fama di Romano di inarrivabile tombeur de femmes. Episodi che Rava descrive con l’affetto che prova per un amico fraterno. Fabrizio Bosso
Il 25 febbraio è la volta di Fabrizio Bosso e Luciano Biondini. Un duo dal forte contrasto di stili. Tanto è misurato il fisarmonicista Biondini, quanto è irruento il trombettista Bosso. Si tratta di due stelle del jazz nostrano, con il piemontese Bosso considerato una delle migliori trombe delle ultime generazioni. E sempre per restare in tema geografico, non possiamo non ricordare il concerto conclusivo della stagione con il torinesissimo Giorgio Li Calzi e la Tetrorchestra. Il 17 marzo suonerano con lui Roberto Checchetto, Alessandro Maiorino e Donato Stolfi.
Citazione più che meritata, infine, per il ritorno a Torino del Rova Saxophone Quartet. Per rivedere il quartetto emerso nella San Francisco degli anni Settanta (in una contaminazione tra arti visuali, serialismo, free jazz e rock d’avanguardia) occorre attendere fino al 3 marzo.

Nelle foto: Kyle Eastwood, il suo concerto è in programma sabato 11 febbraio al Conservatorio Verdi di piazza Bodoni. Più in basso, Fabrizio Bosso. Il concerto del trombettista torinese è in programma il 25 febbraio.

Roberto Tartara
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