TORINO 18 feb (Però Torino) – C’era il pubblico delle grandi occasioni ieri sera 17 febbraio al Teatro Le Serre di Grugliasco per il concerto dei Misfits, in Italia per un tour che li vedrà impegnati anche a Firenze e Bari.
Nonostante l'età, le vicissitudini legali e i continui cambi di formazione che accompagnano il gruppo da quasi trentacinque anni, la leggendaria band statunitense, la cui musica diede inizio al cosiddetto horror punk, genere musicale che mescola punk, rock e metal, non ha deluso le aspettative dei numerosi fans.
Molti i giovani in platea a testimonianza del fatto che i Misfits sono divenuti oramai un classico di sempre del genere, vincendo l'usura del tempo.
A supporto i Juicehead di Chicago, band powerpunk che propone brani tratti dal suo ultimo cd “How to sail a sinking ship”. Una vera e propria ovazione ha invece accompagnato l'ingresso sul palco di Only e compagni. La line-up è la stessa degli ultimi anni, con Jerry Only alla voce e al basso, Dez Cadena (ex Blag Flag) alla chitarra e Eric Arace alla batteria.
Fra drappi neri, scheletri e nebbie colorate, su cui svetta un Crimson Ghost (il famoso teschio simbolo del gruppo) in versione epica, ridisegnato da Arthur Suydam, della Marvel Comics, una tempesta sonora ci introduce nell'immaginario horror dei suoi protagonisti. E manco a farlo apposta ieri era venerdì 17, giorno funesto per antonomasia e titolo di un noto film horror.
Fra brani vecchi e nuovi, soprattutto nuovi, quelli dell'ultimo “Devil's Rain”, la performance è scivolata via senza un attimo di tregua. Netta anche la svolta metal rispetto a quella degli esordi più melodica e rockettara, soprattutto nei riffs indemoniati al limite del trash. La voce di Only, front man e unico sopravvissuto della storica formazione, che vide la luce nel lontano 1977, allora capeggiata da Glen Danzing, poi passato alla guida dei suoi Danzing e a farneticare ipotetici scenari di guerre a sfondo razziale, non ha deluso, dando prova di vigore e potenza. Così come il resto del gruppo in cui un buon lavoro d'insieme non ha evidenziato sbavature di sorta.
Su tutto però una patinata di malinconia nel vedere i tre protagonisti mascherati di tutto punto dimenarsi sul palco, soprattutto Only, nella vana illusione di fermare il tempo anche solo per un attimo. Divertente e forse al tempo stesso patetico il tentativo di Only di presentarsi con in testa di devilock, la frangetta a punta piena di gel, pettinatura di sua invenzione, nonostante sia stempiato. O notare una certa rigidità di Carena, che seppur in divisa da pirata zombie era intento a non uscire dal seminato sonoro dei due compagni. Ma forse una certa energia e voglia di essere ancora protagonisti, senza prendersi troppo sul serio, fanno capire come in realtà gli anni che passano siano una condizione mentale.
Unica nota stonata l'amplificazione, in cui una certa uniformità non permetteva di distinguere agevolmente i singoli brani.












