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Laura Marinoni interprete in Un tram che si chiama desiderio di Williams

In scena al Teatro Carignano di Torino, per la Stagione del Teatro Stabile, fino al 24 febbraio prossimo il capolavoro del drammaturgo statunitense Tennessee Williams nel 1947, Un tram che si chiama desiderio, testo noto al grande pubblico grazie alla pellicola di Elia Kazan di cui furono protagonisti Marlon Brando e Vivien Leigh. L’allestimento proposto da Antonio Latella, la cui attività si divide tra Italia e Germania e che di recente ha fondato la compagnia Stabile/Mobile, segna la prima collaborazione con Emilia Romagna Teatro Fondazione e si colloca nell’ambito della sua ricerca sull’America, già fonte d’ispirazione del ciclo “Francamente me ne infischio”, work in progress in cinque episodi ispirati a Via col Vento. Il testo racconta la via crucis di una donna segnata da un trauma che l’ha fatta scivolare nel baratro dell’alcolismo e della ninfomania. Ultima erede di una potente famiglia caduta in rovina, Blanche è costretta ad abbandonare la città in cui è cresciuta nella ricchezza e negli agi per sfuggire ai debiti. È così che arriva a New Orleans, dove la sorella Stella vive con il marito Stanley, un giovane immigrato polacco dai modi burberi e violenti. In una casa fatiscente la coppia conduce un’esistenza felice anche se estremamente povera, lontana dalle sofisticatezze aristocratiche di Blanche. La sua presenza scatena fin da subito tensioni e conflitti che spezzano il suo già fragile equilibrio. Naufragata la speranza di sposare Mitch, un amico di Stanley, subisce la violenza del cognato e ripiega nella pazzia come atto estremo di salvezza. “Ho capovolto la storia – scrive Latella – concentrandomi sulla scena finale in cui Blanche si abbandona al medico che la allontana dalla casa. Da questa prospettiva lei rivive l’intera vicenda a ritroso come in una seduta di analisi. Gli spettatori vedranno quindi l’intero dramma accadere nella testa di Blanche, come se si trattasse della memoria di una vicenda filtrata dai suoi occhi. Credo che da questa prospettiva il testo possa assumere una dimensione contemporanea: la sua mente diventa il luogo dell’azione, lo spazio scenico”.

Un tram che si chiama desiderio è la fotografia di un conflitto tra due mondi inconciliabili: l’uno, aristocratico e decadente che si ostina a vivere nell’illusione di un passato glorioso; l’altro, proletario e rampante che cavalca con fierezza il sogno americano, il tutto all’interno di una società in pieno mutamento all’indomani della seconda guerra mondiale. A interpretare il ruolo di Blanche Dubois, una donna scivolata nel baratro della ninfomania e dell’alcolismo, è l’attrice Laura Marinoni, formatasi all’Accademia d’Arte Drammatica di Roma. Lo spettacolo, diretto da Antonio Latella per Emilia Romagna Teatro Fondazione e dal Teatro Stabile di Catania, è interpretato anche da Vinicio Marchioni, Elisabetta Valgoi, Giuseppe Lanino, Annibale Pavone, Rosario Tedesco (scene di Annelisa Zaccheria, costumi di Fabio Sonnino, suono di Franco Visioli).

 

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