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Da stasera al teatro Carignano Elisabetta Pozzi sarà Elettra

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Andrà in scena da stasera al teatro Carignano, alle 19.30 fino al 22 gennaio prossimo L’Elettra di Hugo von Hoffmannsthal, per la stagione della Fondazione del Teatro Stabile di Torino.

L’intera opera fu scritta, senza sostanziali correzioni, in tre o quattro settimane, agosto-settembre 1903… Io lessi Elektra sofoclea in giardino e nel bosco, nell’autunno 1901. Mi colpì l’affinità e il contrasto con Amleto. Il desiderio di scrivere mi venne improvvisamente per le sollecitazioni del direttore del teatro Reinhardt a cui avevo detto che doveva rappresentare opere antiche e che aveva scusato la propria malavoglia per il sapore di “gesso” delle traduzioni e delle rielaborazioni esistenti.

Così spiega Hofmannsthal a uno dei primi studiosi della tragedia, scritta per Eleonora Duse, che la non porterà mai in scena, e destinata al successo nel 1903 a Berlino, al teatro di Max Reinhardt. Elettra figlia di Agamennone, vive a lungo fianco a fianco con gli assassini del padre, la madre Clitemnestra e il suo amante Egisto, animata dall’attesa del ritorno del fratello cui è affidato il compito della vendetta. E se l’autore è un uomo profondamente immerso nelle temperie culturali del suo tempo, così nella sua protagonista convivono la baccante dionisiaca e la donna isterica moderna, un omaggio alla forza espressiva dell’attrice italiana a cui era stata destinata la tragedia ma anche l’incontro tra mito e psicoanalisi, alla ricerca di un ideale ricongiungimento tra l’uomo moderno e le sue antiche origini. Dopo il successo di Fedra di Euripide, allestita nel 2010 al Teatro Greco di Siracusa, si ricompone la coppia artistica formata da Elisabetta Pozzi e dal regista Carmelo Rifici, che nelle note di regia appunta:

La vera ispirazione dell’autore quindi non va cercata nella Grecia di Sofocle, ma nell’universo poetico di Shakespeare, Elektra assomiglia molto di più ad Amleto che alla sua omonima classica. La poesia è utilizzata da Hofmannsthal per distruggere il concetto di azione. Amleto è il primo grande personaggio moderno intento più a ragionare che a muoversi, il dubbio se essere o non essere sta alla base dell’anelito di Elektra, che vuole uccidere ma non riesce a farlo. L’azione le è negata, buona solo ad immaginare il matricidio ma incapace di agire ella stessa. Un essere impossibilitato ad agire, chiuso in una prigione, così appare in quel tempo a Hofmannsthal l’uomo contemporaneo, e così vede se stesso.

Elektra
di Hugo von Hofmannsthal

traduzione e regia di Carmelo Rifici
Protagonista Elisabetta Pozzi
affiancata in scena da (in ordine alfabetico):
Alberto Fasoli, Mariangela Granelli, Massimo Nicolini, Marta Richeldi e Francesca Botti, Giovanna Mangiù, Silvia Masotti, Chiara Saleri, Lucia Schierano scene di Guido Buganza
costumi di Margherita Baldoni
musiche di Daniele D’Angelo
luci di Giovanni Raggi
movimenti coreografici Alessio Maria Romano

prodotto dal Teatro Stabile del Veneto Carlo Goldoni

Dal 10 al 22 gennaio 2012

martedì e giovedì, ore 19.30

mercoledì, venerdì e sabato ore 20.45

domenica ore 15.30

 

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