Pochi soldi dalle tv calo di abbonati e contestazioni: così il patron si è convinto. Trattative dietro le quinte: in pista però non ci sono i nomi circolati negli ultimi tempi
di FABRIZIO TURCOCercasi acquirente per il Torino. Appeso al portone della sede di via Arcivescovado 1, l'annuncio non c'è ma, con i conti che non tornano, stavolta il Toro è davvero in vendita. Cairo, dopo averlo annunciato una volta e dopo aver fatto marcia indietro, questa volta è convinto: meglio passare la mano. Cosa lo ha convinto? Anzitutto, la sfumata promozione in serie A di giugno che avrebbe rovesciato situazione già al tempo assai critica. La contestazione ha fatto il resto, smorzando gli entusiasmi presidenziali; e Cairo si è ritrovato - con la condanna ad una nuova stagione nell'inferno della B - a tirare somme che non tornano.
Non è bastato risparmiare al mercato, non è bastato cercare di piazzare chi guadagna troppo per una B decisamente povera. La gestione del Toro è pesante e graverà - stando alle parole dello stesso Cairo - per un milione e 250 mila al mese: "Mandare avanti la società quest'anno mi costerà 14 milioni e 800 mila euro" ha detto l'altro giorno mentre oggi annuncerà la prosecuzione della sponsorizzazione con il marchio Italporte. Nella colonna delle entrate pesa maledettamente l'assenza dei 40/45 milioni di euro che avrebbe portato in dote la promozione in serie A grazie a pubblicità e diritti televisivi.
E così, mentre si deve fare di necessità virtù ecco che i consigli di vendere che gli piovono da più parti iniziano ad essere presi seriamente anche da Cairo. Gli ultimi freni, legati all'impeto d'orgoglio di un presidente che vorrebbe rifarsi di tante critiche prima di passare la mano, potrebbero essere accantonati da un'offerta ritenuta congrua dallo stesso presidente. Già, ma quanto costa il Toro? "Meno di venti milioni e l'affare va in porto" dicono i soliti bene informati, che abbozzano anche un cifra più precisa: 18 milioni e il passaggio di mano del club granata sarebbe cosa fatta. E così, ecco che dopo le voci adesso potrebbe davvero essere arrivata l'ora dei fatti. Dei sussurri di un interessamento da parte della Red Bull avevamo parlato fin dalla scorsa primavera; adesso, invece, è la Campari a fare i primi passi. Anche se il tam tam di venerdì scorso, quando mezza orino sapeva di un incontro milanese in corso fra Cairo e gli emissari del colosso del drink, è stato smentito ripetutamente dai diretti interessati. Ma attorno al Toro lavorano anche altri tifosi vip a caccia dell'acquirente giusto. E il venditore? E' disponibile, a patto di discuterne in forma riservata e seria, escludendo quindi tanti altri candidati a caccia soltanto di effimera pubblicità.
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