Incontro in Regione con i responsabili della francese Artesia dopo i disagi creati ai passeggeri nelle ultime settimane. Se la prova risulterà negativa si cercheranno soluzioni per evitare altri danni
(m. g.)Non è ancora finita l'odissea dei torinesi diretti a Parigi sui treni della società francese Artesia, che sta procedendo alla difficoltosa omologazione delle sue carrozze al sistema italiano Scmt. A farne le spese, in queste settimane, i viaggiatori, che hanno sopportato ritardi, cancellazioni e servizi sostitutivi in autobus. Per oggi è previsto il test sul primo treno: se ci sarà il via libera vorrà dire che il sistema funziona e potrà essere validato anche per gli altri mezzi della flotta. E' quanto è emerso ieri dall'incontro tra Ferrovie italiane, francesi, Artesia e Regione Piemonte, convocato per risolvere una situazione che l'assessore Bonino nei giorni scorsi aveva definito "a dir poco incresciosa", esigendo una tempistica precisa delle procedure di omologazione.
La storia è vecchia di due anni. Nel 2008 l'Europa ha richiesto l'adeguamento dei convogli al sistema di sicurezza Scmt, ma a oggi il materiale rotabile di Artesia non è ancora omologato. Per questo, dopo l'ultima proroga ottenuta a giugno, l'azienda ha fatto viaggiare i convogli sotto scorta, ovvero a velocità ridotta e con i tecnici a bordo. A creare difficoltà sarebbe la comunicazione tra i due sistemi che, in alcune circostanze, trasmetterebbero "messaggi" non omogenei. Un bel problema, soprattutto se il treno va sparato ai 200 all'ora. Domani il test, entro qualche giorno i risultati: se tutto va bene entro poco tempo anche la fine dei disagi dei passeggeri, che sono stati spesso costretti a modificare i loro piani di viaggio.
E' infatti capitato che quello che doveva essere un treno in partenza fosse un autobus, fino a Modane, dove si è poi effettuato il cambio. E viceversa, per le partenze da Parigi. Due settimane fa, Nicola Bianco, torinese, 36 anni, è salito sul treno nella capitale francese alle 15.24: ha preso posto e si è goduto il panorama. Dopo 3 ore, poco prima di Modane, l'annuncio che il resto del viaggio per Torino, e per Milano, sarebbe stato effettuato in autobus. "Siamo stati abbandonati sul piazzale a Modane. Moltissima gente, tanto che han dovuto aggiungere un pullman. Siamo stati pigiati come sardine, con le valige addosso e siamo arrivati con un'ora di ritardo". Se oggi il test dovesse bocciare il Tgv, queste storie rischierebbero di diventare quotidiane. Perciò al termine della riunione i partecipanti si sono impegnati, nel caso, a individuare un piano B per non rendere Parigi una meta irraggiungibile
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