I tagli annunciati da Governo e Regione non sono più numeri, ma persone. Scompaiono quasi 600 lavoratori delle cooperative socio assistenziali. "Non potremo più permetterceli - annuncia l'assessore alle Politiche assistenziali Marco Borgione - . Solo per il welfare piazza Castello taglierà 12 milioni di euro: è un ottavo del bilancio dell'assistenza". Con meno soldi, anche i servizi saranno ridotti. Mille anziani, su un totale di 9mila, dovranno fare a meno dell'assistenza domiciliare fornita dal Comune. Per i disabili ci saranno invece 600 posti in meno nei centri diurni e nei soggiorni estivi. Ad altri 300 torinesi - che oggi ricevono dal Comune 129 euro al mese - sarà tagliato il sussidio. "Un quadro già nero - sottolinea Borgione - a cui si aggiungono 126 famiglie, senza casa, che non potranno più essere ospitate nei pensionati integrati e la già annunciata chiusura di una residenza per anziani non autosufficienti da 120 posti letto".
A rischio anche nidi, materne e scuole dell'obbligo. "Lunedì - annuncia l'assessore comunale all'Istruzione Beppe Borgogno - incontreremo i sindacati per avviare una riorganizzazione del personale. I cambiamenti toccheranno in particolare l'insegnamento della seconda lingua straniera nelle materne e i servizi educativi speciali. Avevamo recuperato 200 posti in più nei nidi, ma i tagli della Regione rischiano di compromettere il lavoro svolto finora. Da piazza Castello per esempio hanno già annunciato che non stanzieranno più un euro per l'edilizia scolastica. Peccato che per far fronte alla riforma Gelmini, che ha aumentato il numero di alunni per classe, abbiamo già dovuto fare lavori di messa in sicurezza per 3 milioni ". E sul groppone di Palazzo civico restano le scuole statali, che costano ogni anno all'amministrazione 50 milioni di euro. "Almeno questa somma - chiede Borgogno - dovrebbe essere esclusa dal patto di stabilità. Resta poi da vedere se dalla Regione arriveranno gli 800mila euro per il trasporto disabili e i 3,6 milioni per il funzionamento dei nidi". La crisi intanto segna pesantemente le famiglie: il Comune ha registrato un aumento di quanti non pagano la mensa. Così se da un lato cambieranno le fasce d'esenzione, dall'altro si cercherà di recuperare l'evasione sulle famiglie benestanti.
A incassare il colpo dei tagli plurimi è un sempre più preoccupato assessore al Bilancio Gianguido Passoni. "Nei prossimi due anni - precisa - ci toglieranno 112 milioni di euro. Ai mancati trasferimenti dello Stato si aggiunge lo stravolgimento del patto di stabilità: altri 44 milioni di euro in meno. Un quadro che fa scricchiolare il futuro della città: a rischio ci sono opere come il passante ferroviario, il prolungamento della metropolitana fino a piazza Bengasi e la seconda linea nord".








