TORINO 31 gen (Però Torino) - Torino rivuole le case di tolleranza, dentro le quali si intenderebbe spostare il mercimonio del sesso che oggi avviene tranquillamente in mezzo la strada. E' questo il risultato della votazione di ieri sera in Consiglio comunale: l'ordine del giorno (presentato dalla Lega Nord) ha ottenuto 22 voti a favore, nessun contrario e 9 astensioni, in buona parte provenienti dai banchi del Partito Democratico.
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«La nostra non è una posizione politica - ha poi spiegato il capogruppo del Pd Stefano Lorusso, che non ha partecipato alla votazione - abbiamo lasciato libertà di voto ai componenti del nostro gruppo. Più che altro ci sembrava un documento a rischio strumentalizzazione, visto il particolare momento storico». Momento storico che, in tema di prostituzione, non pare comunque avere mai alti o bassi. In ogni caso, questo ordine del giorno non toglierà come d'incanto le adescatrici dai marciapiedi, perché la materia è di competenza nazionale e soltanto una legge della Repubblica potrebbe cambiare le cose, riaprendo le attuali "case chiuse". Chiaro che, se come Torino, altre grandi città si esprimessero con puntuali ordini del giorno in questo senso, a Roma la questione dovrebbe essere affrontata con maggiore attenzione e non semplicemente ignorata come si fa oggi con ipocrisia tutta italiana: la prostituzione non è reato, ma sono vietate le case di tolleranza. Come dire, so che il problema c'è ma faccio finta che non esista. Non metto controlli, nè sanitari nè fiscali, non me ne occupo e chiudo entrambi gli occhi.












