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TORINO 2 feb (Però Torino) - Ma chi governa Torino lo sa "che di inverno nevica?". Bella domanda, che a quanto pare vale sempre: a porla, con tanto di cartello e scenografiche pale da neve, nel 1987 fu lo stesso Piero Fassino, allora consigliere comunale di opposizione che militava nel Pci, alla giunta di Pentapartito che "regnava" su Torino. Sono passati 25 anni, Fassino è un po' invecchiato e dopo alti incarichi romani, ora sulla poltrona di primo cittadino ci siede lui stesso (in persona medesimo, direbbe il Catarella di Camilleri).
E pure oggi, come per magia, nevica. I titoli di giornali e le giunture dei torinesi dimostrano che chiunque comandi a Torino, quando i fiocchi bianchi scendono è sempre caos: gli spalaneve latitano, il sale lascia spesso "insipide" le strade e poco saporiti i viali, tanto che le auto stentano a frenare, svoltare, ripartire. Gli attraversamenti pedonali rimangono quasi sempre laconicamente pieni di ghiaccio, trasformandosi in piste da pattinaggio e quindi da scivolata. Dal Cto e dalle Molinette arrivano "bollettini di guerra", con decine di interventi per arti fratturati e, nei casi più fortunati, lussazioni varie.
Insomma, tutti bravi in campagna elettorale, tutti buoni a criticare, nessuno in grado di fronteggiare con serietà e puntualità i problemi allorché essi si pongono. Nella foto del 1987, insieme con Fassino in posa, c'è anche il compianto Domenico Carpanini, che poi anni più tardi fu anche vicepresidente del Consiglio comunale e quindi candidato sindaco prima di scomparire tragicamente nel corso della campagna elettorale del 2001.
Ma, a quanto pare, la sinistra di governo - pur non facendo molto più del pentapartito che allora criticava in posa plastica - oggi non sopporta nemmeno che la si critichi. A dar voce all'indispettimento generale, ci ha pensato nientemeno che il radicale Silvio Viale, deluso e offeso dalle critiche e dalle proteste che arrivano, diremmo d'ufficio, dai banchi dell'opposizione. Sappiamo benissimo che, se a governare Torino ci fosse il centrodestra, nulla cambierebbe. Perché evidentemente il Comune non è fisiologicamente attrezzato per risolvere la questione neve, come forse lo sono alcune municipalità in Germania, in Francia o in altri paesi un po' più civili. Però è il gioco delle parti: tu governi, amministri, fai cose giuste, fai cose sbagliate. E l'opposizione critica. O no? E' la democrazia, bellezza. Anche se, in Italia, spesso è soltanto litigio tra galli nel pollaio.
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