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Province inutili? "Guardate qua!"

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28 DICEMBRE - TORINO - (Però) Presentarsi in sala stampa con tutte le fotocopie (oltre 1000 delibere) di quanto fatto durante l'anno.

saitta2Ecco l'originale sistema voluto dal presidente della Provincia di Torino, Antonio Saitta (Pd, foto a sinistra), durante la conferenza di fine anno, per far vedere quanto possa essere utile una provincia. Alla faccia del Governo (e dell'opposizione, un po' tutti insomma) che vorrebbero cancellarle. 1390 delibere di Giunta, 65 delibere del Consiglio, 146 decreti del Presidente e oltre 17.000 Determine dei dirigenti, più il bilancio: questi i faldoni che hanno accompagnato Saitta alla scrivania. Viabilità, edilizia scolastica, Centri per l’Impiego alla formazione professionale, agricoltura, esame dei Piani Regolatori Comunali e autorizzazioni in materia di ambiente, acqua e rifiuti (le famose valutazioni di impatto ambientale, per esempio per capire dove e se fare una discarica).

Questi sono gli argomenti principali di cui oggi si occupa una provincia (quella di Torino conta circa 2,8 milioni di persone). “Ognuno di questi faldoni sintetizza un problema, locale o di area vasta, una storia particolare, un servizio fornito dalla Provincia a comunità locali piccole e grandi – ha affermato Saitta, affiancato dal presidente del Consiglio Provinciale Sergio Bisacca (foto a destra)– Oggi che è in discussione l’abolizione, siamo qui a riaffermare che abbiamo la presunzione di rappresentare un buon modello di gestione della cosa pubblica e di erogazione di servizi". Gli amministratori giurano che non si tratti di un'azione tesa a difendere la poltrona.

bisacca "Siamo convinti che solo Province che abbiano dimensioni, popolazione e struttura amministrativa adeguata possono garantire i servizi ed una programmazione di area vasta ai rispettivi territori. A questo deve però accompagnarsi una riduzione e riorganizzazione degli uffici periferici dello Stato, per risparmiare risorse ed evitare duplicazioni. Quello che è già stato definito il ‘Modello Piemonte’ ha suscitato interesse a livello nazionale ed alcuni parlamentari piemontesi si sono impegnati a proporlo in sede di discussione del nuovo Codice delle Autonomie.

Inoltre, Saitta e Bisacca hanno mostrato di aver già ridotto le consulenze da una cifra che superava il milione a 107.000 Euro. "E i nostri investimenti, immettendo liquidità nel sistema delle imprese, hanno un effetto moltiplicatore di 2,8: ciè ogni euro investito, produce un giro d’affari di quasi tre volte”. Va be', questi ultimi sono calcoli che tanto nessuno può verificare o smentire e lasciano il tempo che trovano.

Eppure la domanda resta. Certo, bisogna tagliare il tagliabile. E certo, solo un Paese come l'Italia poteva creare un "mostro" a tre teste come la provincia BAT, cioè Barletta-Andria-Trani, che ha davvero tre sedi. Ma siamo sicuri che una mannaia in testa alle Province sia il sistema più utile per ridurre i costi? Ci sono tanti enti realmente inutili, ci sono uffici dello Stato centrale che potrebbero essere alleggeriti o perché no aboliti (le Prefetture?), mentre le Province, tutte sommato, qualcosa fanno. E delegare tutto alla Regione rischierebbe di farla esplodere. Pensiamo a un territorio "lontano" come il Verbano: è davvero inutile un ente "di mezzo" tra il Comune, mettiamo di Domodossala, e la Regione che sta a Torino? Comunque dormite sonni tranquilli. In Italia, quando si dice "taglieremo!", si può star certi che si intende sempre tra un po'. Anzi, tra un bel po'.

Province inutili?
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