Torino 3 dic (Però Torino) - Roberto Cota contro Mario Monti: oggetto del contendere, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali. Il leghista non ci sta, vuole restare ancorato all'orario tradizionale e ha deciso di "impugnare alla Corte costituzionale l'articolo 31 della manovra Monti", quello che per l'appunto abolisce i canonici orari d'apertura e chiusura dei negozi, lasciando molta più libertà d'azione agli esercenti.
In questo modo Cota sposa in toto la posizione delle associazioni dei commercianti che osteggiano l'idea da sempre. Ritengono infatti di non poter competere, per lunghezza d'orario, con i grandi gruppi. Meglio limitare tutti, insomma, anche se nessuno nega che a buona parte della clientela una maggiore flessibilità non sarebbe affatto sgradita.
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"La manovra interviene - dice Cota - su una materia di competenza regionale. Del resto è logico che queste scelte siano prese da chi è più prossimo al territorio". Ma a parte le divisioni dei poteri, è il merito quello che interessa. E il presidente piemontese lo dice chiaro e tondo come la pensa: "L'apertura senza regole - sostiene - causa grossissimi problemi ai piccoli esercizi".
In ogni caso, i grandi centri commerciali restano già aperti ben oltre le 19,30 e quella dell'orario imposto per legge, pare più una lotta tra piccoli e medi.












