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Piemonte, i partiti si tengono strette le nomine Asl

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Mauro LAUS

TORINO 17 gen (Però Torino) - I partiti continueranno a decidere le nomine dei direttori sanitari, in Piemonte. È stata infatti respinta oggi dall’Aula (25 voti contrari, 14 favorevoli, 2 astenuti e 2 non votanti) la proposta di legge presentata dal consigliere regionale Mauro Laus (Pd, nella foto) in merito alla revisione del metodo di selezione e nomina dei direttori generali delle aziende sanitarie regionali.


Il testo proponeva l’esternalizzazione della procedura di individuazione dei direttori generali delle aziende sanitarie a una o più società di “cacciatori di teste”, scelte tramite bando di gara. Queste ultime avrebbero dovuto esprimersi sulla rosa di candidati in possesso dei requisiti formali richiesti da un apposito bando pubblico di selezione.

“Cota diceva di voler scartare le mele marce, la mia pdl offriva l’opportunità di adottare subito una rinnovata linea di trasparenza, come già fatto in altre regioni d’Italia, e cominciare a cambiare gli strumenti operativi, ma la maggioranza ha preferito fare orecchie da mercante – commenta Laus -. Sono stato accusato di voler costringere la politica a rinunciare al suo ruolo, ma l’intento era chiaramente quello di rafforzarlo, separando, come è giusto, i compiti di indirizzo da quelli di gestione”, ha concluso Laus. Va detto che queste proposte vengono presentate soprattutto quando si è all'opposizione, qualunque sia lo schieram
“Non c’è nessuna garanzia che la selezione attuata da un soggetto esterno sia migliore di quella operata dall’amministrazione regionale”, ha dichiarato il capogruppo Pdl Luca Pedrale. “Il sistema di nomine attuale da una parte garantisce professionalità ed esperienza e dall’altra quel minimo di discrezionalità di cui la Giunta deve poter disporre nell’affidare ai direttori l’attuazione della politica sanitaria sul territorio”.
“Il problema non è come nominare i direttori generali quanto invece uscire da logiche politiche, attribuendo al direttore generale una responsabilità patrimoniale nel caso agisca in modo da danneggiare la collettività”, precisa il presidente Idv Andrea Buquicchio.
“L’unico modo per distinguere l’attività di indirizzo di carattere politico dall’esercizio gestionale tecnico consiste nell’introdurre il metodo del concorso pubblico interno per i ruoli di natura tecnica”, ha affermato la presidente Fds Eleonora Artesio.
“Questo testo così come predisposto produrrebbe effetti parziali”, ha concluso Antonello Angeleri (Lega Nord). “Sono convinto che si possa lavorare per arrivare a un progetto di legge più approfondito”.

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