
TORINO 21 feb (Però Torino) - Alla fine la nuova città della Salute di Torino sorgerà dove ci sono le Molinette. Costerà tantissimo, 1 miliardo e 94 milioni di euro e - ammesso che si trovino i soldi per fare tutto - in effetti andrà a sanare lo stato di attuale fatiscenza del più grande ospedale del Piemonte, tra i primi d'Italia.
La Giunta regionale del Piemonte ha infatti approvato oggi il master plan della Città della Salute di Torino. Il documento, che prevede un investimento di un miliardo e 94 milioni di euro, è stato messo a punto dall'assessore regionale alla Sanità, Paolo Monferino.
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Dopo anni di litigi e l'ipotesi (fatta dalla giunta di Mercedes Bresso) di spostare tutto a Grugliasco, si resta quindi in città. Questo è l'ultimo atto amministrativo necessario per consentire al Ministero dell'Economia di assegnare al Piemonte 377 milioni, rispettivamente per la Città della Salute di Torino (250) e per quella di Novara (127).
Non male per la città del presidente della Regione (che ha solo 100mila abitanti, contro i 990mila di Torino) e si aggiudica metà della posta in palio. La Città della Salute e della Scienza di Torino - ha commentato Roberto Cota - entra finalmente nella fase attuativa". Non si è espresso però su Novara.
"La Regione - ha aggiunto Monferino - ha inviato al ministero la documentazione necessaria per accedere ai finanziamenti. L'approvazione del master plan consente di proseguire l'iter per la realizzazione del primo lotto dei lavori". La prossima tappa sarà un accordo di programma fra Regione e Ministero della Salute, che sarà sottoscritto a breve. Il progetto prevede la realizzazione di un polo sanitario, uno della didattica, uno della ricerca, un incubatore e un polo dedicato all'accoglienza. La prima fase prevede la realizzazione dell'area materno-infantile nel sito Bacigalupo e dell'area chirurgica e del dea del polo sanitario nella porzione sud-ovest delle Molinette. Nella seconda fase saranno realizzati l'area medica del polo sanitario e i poli della didattica e della ricerca nelle aree dove sono attualmente presenti il presidio ospedaliero S. Anna e l'Ospedale Infantile Regina Margherita. Nella terza e ultima fase saranno completati il polo dell'accoglienza e l'incubatore.












