| Ricorso elezioni: uno schiaffetto a Cota |
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| Scritto da Redazione Però |
| Venerdì 16 Luglio 2010 11:50 |
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Chi l’avrebbe detto che l’apparentemente mite presidente del Tar Piemonte, Franco Bianchi, avrebbe avuto il coraggio di prendersi una responsabilità simile? Eppure l’ha fatto: pur respingendo il ricorso proposto contro la lista Verdi Verdi (se ne contestava il nome, ritenendolo ingannevole nei confronti dei Verdi soltanto), ha accolto quelli contro la lista Scanderebech e contro la lista Consumatori. Si tratta complessivamente di 14.800 voti da rivedere e Cota ha vinto le elezioni soltanto per 9.372 preferenze. Il Tribunale amministrativo ha anche rinviato al 18 ottobre prossimo l’udienza per la lista Pensionati per Cota, di Michele Giovine. I giudici hanno dato tempo 60 giorni ai ricorrenti per presentare querela per falso (la Procura di Torino contesta a Giovine la presenza di firme false nella presentazione delle candidature). Questa lista ha racimolato ben 33mila preferenze. Le due liste per le quali si procederà al riconteggio erano state presentate senza la raccolta delle firme degli elettori, grazie regolamento regionale che consente di evitare tale perigliosa procedura se la lista ha già consiglieri eletti in Consiglio. Ma Deodato Scanderebech era stato eletto per l’Udc e, uscendone, avrebbe dovuto raccogliere le firme, sostiene il Tar, benché il regolamento parli di presenza in Consiglio, cosa che il buon Deodato aveva. Per questo motivo la Corte d’Appello, sulle analoghe eccezioni preventive proposte, aveva invece convalidato la lista. Simile il caso dei Consumatori, che d’altra non avevano alcun consigliere o gruppo uscenti dall’ultima legislatura regionale, ma prima che Giovine passasse ai Pensionati, erano rappresentati nell’Aula di Palazzo Lascaris. Siccome esiste il voto disgiunto (si può votare un partito di centrodestra, ma preferire il candidato presidente di centrodestra, per esempio) non è detto che tutti i voti attribuiti alle due liste siano effettivamente andati a Cota. Da questa considerazione, la necessità di effettuare il riconteggio e l’impossibilità di scalare tout court a Cota le preferenze date alle due liste incriminate. Come si nota, trattasi di questioni di lana caprina. Che però potrebbero avere risultati pesanti come macigni. Chiaro che il presidente del Piemonte non si disperi, al momento. E altrettanto chiaro che Mercedes Bresso, sua avversaria il 28 e 29 marzo scorsi, sia soddisfatta dell’esito scaturito dalle sei ore di camera di consiglio in corso Stati Uniti, sede del Tribunale amministrativo subalpino. Da parte sua Cota annuncia a piè fermo ricorso al Consiglio di Stato: “Io - spiega - ho vinto le elezioni proprio per i voti dati al presidente, che si attribuiscono in diversi modi, con voto congiunto e con voto disgiunto, in base a quanto prevede la legge. Proprio seguendo la legge - ribadisce - il risultato è chiaro”. E anche Luca Procacci, legale della Lega Nord, si dice tranquillo: “Dalle nostre verifiche abbiamo già visto che Cota non ha vinto grazie ai voti di lista, ma ha vinto per i voti dati direttamente a lui”. Bresso, da Barcellona dove si trova, sottolinea invece che “dal dispositivo si riconosce la solidità dell'impianto dei ricorsi”. A questo punto, tuttavia, si parla di prospettive: intanto bisogna aspettare il riconteggio fino a ottobre. Poi bisogna vedere l’esito del ricorso al Consiglio di Stato. La posizione processuale di Cota e dei suoi legali era semplice: “I ricorsi sono tardivi – ha spiegato Procacci - dovevano essere presentati prima dell’ammissione delle liste e non dopo aver visto il risultato elettorale”. Inoltre, secondo la difesa, i documenti relativi all’indagine su Giovine non potevano essere ammessi. Per i legali del centrodestra sono inammissibili per svariati motivi. Ma sono anche prive di contraddittorio, non essendoci per ora stato alcun processo. «Per me questo è proprio il caso in cui il tribunale non può che sospendere» ha dichiarato l’avvocato Gallo, ingaggiato dal Pdl che non si sentiva troppo tutelato dal leghista Procacci. Se fosse un incontro di box, non si potrebbe che parlare di un round favorevole al centrosinistra. Ma i round saranno anche altri e l’esito finale del combattimento è tutt’altro che certo. In ogni caso, la vicenda ha regalato al milieu torinese di politici, giornalisti, portaborse, appaltisti, operatori del mondo culturale, sociale, ballerine e soubrette, un’ennesima, lunga e indimenticabile nottata. |
| Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Luglio 2010 12:56 |





