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Festa del Pd, Cota va all'attacco "Poco democratici a non invitarmi"

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"Ringrazio gli organizzatori della festa del Pd per non avermi invitato perché, oggettivamente, con tutti gli impegni che ho come presidente di Regione, non sarebbe stato facile incastrare una data". C'è una nemmeno troppo nascosta ironia nel commento del governatore del Piemonte, Roberto Cota, al fatto che il suo nome non figura tra gli ospiti invitati alla festa nazionale del partito che si terrà a Torino dal 28 agosto al 12 settembre. Un'esclusione che gli organizzatori avevano motivato, sabato scorso, con la necessità di "non legittimare" il leader leghista come presidente alla luce dei ricorsi elettorali in corso.

Cota dice: "Rilevo comunque che a questa festa sono state invitate cariche istituzionali di schieramenti opposti" aggiunge facendo riferimento al fatto che anche importanti esponenti leghisti come i ministri degli Interni Roberto Maroni e quello per la Semplificazione Roberto Calderoli parteciperanno alla kermesse nazionale dei Democratici che si svolgerà tra l'altro in piazza Castello proprio sotto le finestre dell'ufficio di Cota. Che prosegue: "Il mancato invito del presidente della Regione ospitante appare una cosa senza precedenti che la dice lunga su un certo concetto di democrazia o meglio di scarsa democrazia".

Non mancano le critiche all Pd locale: "Probabilmente questa mancanza, a quanto leggo da certe dichiarazioni, è uno strascico di vicende del Pd torinese. Non penso sia farina del sacco di Bersani". Nei giorni scorsi infatti Cota e il segretario nazionale del Pd avrebbero avuto un lungo colloquio telefonico per chiarire la vicenda. E anche nel Pd piemontese erano emersi contrasti con alcuni esponenti favorevoli all'esclusione e altri invece decisamente contrari.

Nella polemica interviene anche il segretario regionale dei Democratici Gianfranco Morgando: "Non c'è ancora un programma definitivo per ciò che riguarda gli inviti agli esponenti politici - dice - È vero che nel corso di una riunione organizzativa che si è tenuta a Roma qualche tempo fa l'orientamento emerso era stato quello di non invitare Cota, per evitare reciproci imbarazzi alla luce della vicenda dei ricorsi, con possibili contestazioni che il presidente avrebbe potuto subire durante il dibattito". "Tutto questo - conclude Morgando - non ha però niente a che fare con il riconoscimento della legittimità istituzionale del presidente Cota. Il Pd sostiene i ricorsi, ritiene che le elezioni regionali del marzo scorso siano state falsate da grave irregolarità, ma fino a quando non ci sarà un pronunciamento della magistratura riconosce l'assoluta legittimità della presidenza di Roberto Cota". La festa nazionale del Pd dedicata quest'anno al 150esmio anniversario dell'Unità d'Italia si terrà dal 28 agosto al 12 settembre.  

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