Tanto tuonò che piovve. Il cosiddetto “riconteggio” delle schede elettorali per le regionali del Piemonte, ha preso il via ieri in quel di Asti. Un furgone con la scritta "Comune di Asti" è arrivato al Tribunale, seguito da un van più piccolo che trasportava gli addetti, da due auto della polizia e da una terza di scorta in borghese.
L'operazione che il Tar aveva ordinato il 15 luglio è partita per davvero. E gli scatoloni sono stati aperti: da analizzare le schede delle elezioni regionali attribuite alle liste Scanderebech e Consumatori registrate una a una, distinguendo tra chi ha votato solo la lista e chi, più zelante, ha tracciato una croce anche sul nome dell'allora candidato presidente leghista Roberto Cota.

Asti non conterà molto. Qui Cota aveva vinto ad Asti col 52 per cento complessivo, pari a 53.188 preferenze, mentre la lista guidata da Deodato Scanderebech aveva ottenuto 362 voti e quella Consumatori 167. Resta il valore simbolico: un piccolo Tribunale di una piccola città è riuscito a fare quello che a Torino per ora sembra impossibile. E oggi le operazioni cominciano anche Biella, mentre Alessandria e Vercelli seguiranno nei prossimi giorni.
"Non c'è niente da ricontare - ha dichiarato Cota - ed è sbagliato ciò che è scritto su alcuni giornali perché sembra che da domani si capisca che la Bresso ha preso più voti di me. Ma io ne ho presi di più per forza, io ho vinto, mi ha eletto il popolo: io che non sono un cretino ho votato per me crocettando la lista della Lega. Siamo di fronte a una schifezza elettorale. Che equilibri deve aver turbato la mia vittoria se stanno cercando di farci questo".
In ogni caso ad Asti e a Biella non si sono fermati malgrado i fax dei legali del presidente piemontese, che avevano chiesto di stoppare tutto in attesa dell'udienza convocata per venerdì pomeriggio dal presidente del Tar Franco Bianchi.
Un'udienza che, rispondendo a una richiesta scritta della Corte d'Appello, ha come oggetto proprio il chiarimento sulle spese da anticipare per i riconteggi, cioè la risposta al quesito sollevato prima della pausa estiva dal presidente del Tribunale di Torino Luciano Panzani.
Ad Asti la previsione della vigilia è quella di concludere le operazioni in 3 o 4 giorni al massimo, per poi trasmettere i risultati alla Corte d'Appello di Torino, alla quale tocca il compito di assemblare i dati che arriveranno da tutti gli uffici piemontesi e trasmettere le somme al Tar per il giudizio finale.
Un giudizio che non appare scontato. Nella sentenza di luglio, infatti, si annullano gli atti con i quali le singole commissioni elettorali (le stesse che oggi sono mobilitate nel riconteggio) avevano ammesso alla competizione elettorale le due liste sotto esame e si dispone l'operazione di questi giorni. Ma si aggiunge soltanto che i giudici amministrativi hanno intenzione di valutare, a conti fatti, i "possibili effetti di trascinamento" dell'irregolarità delle due liste sul voto al presidente regionale. Se anche fosse vero, come sostengono alcuni esperti dei flussi elettorali, che la maggior parte degli elettori si limita statisticamente a tracciare il solo voto di lista, non è invece affatto scontato che il Tar deciderà di annullare le schede sulle quali la croce compare solo sui simboli "Scanderebech" o "Consumatori".
In tutto, le schede da riprendere in esame (liste Scanderebech più consumatori) sono 15mila e Cota ha vinto per 9mila preferenze in tutto. Ma "questo non è un riconteggio - denuncia Cota - i voti sono già stati contati, la legge dice che io ho vinto le elezioni regionali. Se qualcuno ha sbagliato, come ha detto ieri Roberto Maroni, io non voglio fare polemica con nessuno, però polemizzo con la sinistra che ha tirato fuori questa schifezza dei ricorsi".
Mercedes Bresso, presidente uscente sconfitta da Cota, confida anche che i giudici di Palazzo Spada vogliano cancellare ciò che il Tar ha deciso sull'altro ricorso, quello contro la lista Pensionati di Michele Giovine, disponendo che tocchi a lei e ai suoi avvocati dimostrare la falsità delle candidature davanti al Tribunale civile. In questo caso i voti “in ballo” sono altri 30mila abbondanti.









