Torino 7 gen (Però Torino) - "Abolire il canone Rai con un referendum". Francesco Storace, segretario della Destra è venuto a Torino, dove la televisione pubbica è nata, per presentare la raccolta firme lanciata dal suo partito per l'eliminazione di un "gabella che ormai è anacronistica, non giustificata e assolutamente ingiusta".
"Perché con le nostre tasse dobbiamo finanziare cachet milionari come quelli di Fiorello o di Benigni?". Se la ex tivù di Stato si mette alla pari delle reti commerciali, non ha "alcun senso che continui a pretendere soldi dai contribuenti". Responsabile della raccolta firme è Giuseppe Lonero,segretario piemontese della Destra, presente alla conferenza srampa di Torino. La raccolta firme vuole portare all'indizione di due referendum popolari abrogativi, contro il regio decreto del 1938 che impone il canone (allora c'era solo la radio) e contro la legge del 1975 che statuisce il concetto di servizio pubblico essenziale per le emissioni radio e tivù. Va ricordato, da parte nostra, che ireferendum contro le tasse sono incostituzionali - ovviamente prenderebbero valanghe di si - quindi supponiamo che l'intento della destra sia quello di dimostrare che il canone non può essere considerato una tassa vera e propria.
Ci sono troppe sperequazioni in Italia, secondo Storace. "Al di là degli stipendi d'oro della Rai, vedo che a Cortina ci si lamenta per i controlli della Finanza. Eppure è la povera gente che deve lamentarsi per l'ondata di tasse che si è abbattuta sugli italiani. Le operazioni di immagine come quella di Cortina, in ogni caso, non possono essere criticate da chi già è privilegiato".












