TORINO 21 gen (Però Torino) - Curioso siparietto, stamane a Torino, dove il presidente della Camera, nonché leader di Futuro e Libertà, Gianfranco Fini ha atteso - sino a un certo punto pazientemente - per circa un'ora e mezza, prima di poter prendere la parola. L'appuntamento per i "futuristi" subalpini era al Teatro Carignano: Fini era sul palco già dalle 11, ma ha potuto fa suo il microfono soltanto a mezzogiorno e mezza, quando alcuni degli astanti già si erano allontanati dalla sala: i rumors del partito dicono che il presidente della Camera fosse a dir poco furioso, a un certo punto.
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A pesare sull'allungamento dei tempi, i prolissi interventi del leader locale di Fli, Deodato Scanderebech (deputato) e della figlia Federica, consigliere comunale a Torino. Interventi certo necessari, ma che a quanto pare Fini non ha apprezzato più per la quantità che per la qualità. In ogni caso, quando finalmente è riuscito a rendere pubblici i propri pensieri, Fini ha annunciato che "Sin dalle prossime ore concorderò con il presidente Schifani l'agenda delle riforme che vedranno l'avvio della discussione al Senato e ciò che al contrario avrà nella Camera la culla, con l'auspicio che si riesca finalmente a realizzare quell'impianto riformatore che e' indispensabile per il Paese".
Secondo Fini inoltre in questa fase al di là "di qualche battuta propagandistica" delle diverse forze politiche, "il senso di responsabilità c'è e continuerà ad esserci".
Fini ha poi sottolineato "capisco che ci possa essere da parte di questa o quella forza politica qualche piccola perplessità sull'azione del governo Monti, in ordine a questo o quel provvedimento, ma bisogna distinguere quello che si dice per accontentare i propri tifosi più accesi o per esigenze di legittima propaganda dall'interesse nazionale".












