
TORINO 2 feb (Però Torino) - Il populismo, come spesso capita, a Torino non offre grandi benefici. E così pure il divo Adriano Celentano, si scorda della quarta città d'Italia per numero d'abitanti, offrendo le sue televisive elemosine ad altri municipi e altri sindaci che non siano Piero Fassino.
L'elenco è noto da un paio di giorni. Flavio Tosi sindaco di Verona, Giuliano Pisapia di Milano, Matteo Renzi di Firenze, Gianni Alemanno di Roma, Luigi De Magristis di Napoli, Michele Emiliano di Bari e Massimo Zedda di Cagliari. Questi i 7 sindaci, contattati una settimana fa da Celentano.
Niente per cui stracciarsi le vesti, comunque. La beneficenza di Celentano derivata dal cachet di 700mila euro per due comparsate a Sanremo non cambierebbe nulla, nè modificherà la situazione negli altri sette capoluoghi. Alla fine resta un bel gesto, limitato e un po' fastidioso come tutte le regalie strombazzate. E poi non è colpa di nessuno se Fassino e Celentano non sono amiconi.
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La notizia è stata comunicata urbi et orbi dal direttore artistico del Festival di Sanremo, Gianmarco Mazzi: “Celentano una settimana fa ha cominciato a contattare quelli i sette sindaci con estrazioni culturali diverse e poco legati ai partiti (considerazione falsa, a parte un caso o due, n.d.r.), affinché possano segnalargli famiglie che vivano in condizioni di assoluta povertà.”












