Non solo il presidente Roberto Cota, ma anche buona parte della sua giunta, avrebbero in animo di depotenziare strutturalmente il Consorzio per il sistema informativo (Csi), il moloch dei computer che ha in appalto esclusivo quasi tutte le questioni informatiche degli enti pubblici piemontesi.
“Le via – spiega un addetto ai lavori – potrebbe essere quella di rivedere i contratti che esistono tra amministrazione e Csi, che per ora garantiscono una mole di lavoro super pagato al Consorzio”. In effetti è l’antieconomicità del rapporto a preoccupare la presidenza e buona parte del centrodestra, che però devono comunque fare i conti con l’occupazione garantita dal Csi.
“La questione non è affatto semplice da gestire – si sottolinea – tuttavia pare evidente che in questo momento una simile gestione dell’informatica regionale rappresenti un costo enorme, con risultati non sempre esaltanti”.
Nel frattempo, tuttavia, per il Csi potrebbe prospettarsi un nuovo mega appalto: quello per la messa in rete di tutti gli ospedali (cartelle cliniche comprese) dell’intero Piemonte. Un enorme progetto che, da solo, potrebbe rappresentare buona parte del fatturato del Consorzio e che verrebbe pagato circa dieci volte rispetto quanto costerebbe se fornito da un’altra azienda. Un tavolo di lavoro, sul punto, era già stato aperto quando assessore alla Sanità era Eleonora Artesio e presidente Mercedes Bresso. Oggi l’assessore è Caterina Ferrero, ma questa materia (che parrebbe rientrare nella programmazione sanitaria) dovrebbe essere tra quelle che il presidente Cota ha avocato a sé. Vedremo come andrà a finire.












