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Giordano: "Il Csi deve cambiare"

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“Passare da una politica assistenziale a una politica industriale”. È questo lo slogan di Massimo Giordano, se gli si chiede del “Consorzio per il Sistema Informativo”, il famoso e per alcuni famigerato “Csi”.


L’assessore all’Innovazione della Regione Piemonte, non ha dubbi: “Per anni il Csi è stato diretto con un piglio poco manageriale e ha beneficiato dell’apporto del denaro pubblico senza avere una reale politica industriale. È ora di cambiare metodo”. Ed è molto significativo, oltre che vagamente rivoluzionario, che un assessore parli esplicitamente di politica assistenziale, riferendosi al moloch dell’informatica para pubblica piemontese e a quanto fatto sinora nelle segrete stanze di corso Unione Sovietica, dove il Csi ha sede. Ora si intende cambiare, quindi.

Per farlo l’ex sindaco di Novara si affiderà all’attuale direttore del Csi – nuovo pure lui, ma indicato da Mercedes Bresso – Stefano De Capitani. “Con lui abbiamo trovato una buona sintonia – spiega Giordano – mi pare intenzionato sul serio a dare un taglio con certe abitudini un po’ ministeriali che in passato esistevano all’interno del Csi. Se l’approccio sarà quello di fare una seria politica industriale e portare innovazione al comparto informatico pubblico e privato, allora il Consorzio avrà svolto appieno il suo ruolo”. Ma l’assessore continua: “Oggi l’azione del Csi si svolge in un modo che spesso non garantisce buoni risultati. Per esempio il Consorzio distacca alcuni dipendenti presso uffici pubblici, in pratica cedendo le loro prestazioni delle quali le amministrazioni clienti si accollano i costi. Che poi quel lavoro sia in effetti svolto, pare non essere determinante.

Non sarebbe più utile vendere un servizio e non distaccare dei dipendenti, come fanno tutte le altre aziende?”. Anche perché, aggiungiamo noi, il Csi non risulterebbe essere un’agenzia di collocamento. Ci sono cose che proprio non vanno giù a Giordano. Come per esempio il fatto che la segreteria di direzione del Csi abbia 60 (dicansi sessanta) addetti. “Ma neanche Barack Obama avrà una segreteria così numerosa”, dice sorridendo. D’altra parte “è necessario tutelare le grandi professionalità che all’interno del Consorzio esistono. Ci sono fior di tecnici che hanno operato molto bene per molti anni e di certo faremo di tutto per preservare l’eccellenza che hanno prodotto”.

Purtroppo l’ottimo lavoro svolto da tanti si è scontrato negli anni con costi fuori mercato e con l’orticello garantito dalla mano pubblica, che ha sempre servito la pappa pronta ai vertici del Csi, garantendo i fondi sufficienti a vivere nel lusso, sia che si lavorasse bene, sia che si lavorasse male, sia che non si lavorasse affatto. Intanto prosegue il grande progetto di informatizzazione e messa in rete di tutta la sanità pubblica piemontese. “Vede? Abbiamo affidato convintamente questa operazione al Csi, segno che non esiste alcuna volontà di smantellare. Si tratta di un progetto importantissimo, che ci permetterà di avere sistemi comuni per tutte le Asl, che oggi viaggiano ciascuna per la sua strada informatica e che garantirà grandi vantaggi ai cittadini pazienti. Dobbiamo ridurre gli sprechi e tagliare le inefficienze, non eliminare il Consorzio” che, in effetti, con questo nuovo mega appalto, avrà di che campare per anni.

Giordano:
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