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Toro, il mercato continua: occhi su Porokara

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TORINO, 9 settembre - Si sa, affinché un’idea maturata sul mer­cato possa infine concre­tizzarsi deve andare ad in­castro una moltitudine di tasselli. Il punto di par­tenza, implicito, è però che un giocatore incontri il gradimento della società potenzialmente acquiren­te. Ecco, ora come ora Ro­ni Porokara, per i grana­ta, non è più che un’ipote­si. Che però stuzzica per varie ragioni. Prima di tutte la qualità del gioca­tore. Si tratta di un eclet­tico attaccante che misura 185 centimetri per più di 80 chilogrammi di peso. Finlandese di nascita, at­tualmente gioca in Svezia, nell’Orebro.

IN ESTATE - Martedì, nella partita di qualificazione al prossimo Europeo di Polo­nia e Ucraina, il ct della Finlandia, l’inglese Stuart Baxter, l’ha fatto entrare in campo al posto di Ha­malainen. Gli scandinavi hanno ceduto 2- 1 all’Olan­da ( doppietta di Hunte­laar e gol di Forssell), ma la prestazione dell’esterno offensivo è stata comun­que positiva. Una volta di più ha insomma convinto i tanti osservatori che, dal­l’Italia e non solo, si stan­no muovendo per visionar­lo e riferire ai propri club. Il “ problema”, per il Toro, è che le relazioni su Poroka­ra sono in genere positive. Quindi la concorrenza sul giocatore è agguerrita. Non a caso, nel corso del­l’estate, è stato al centro di voci di mercato che l’hanno accostato a diver­se squadre. Il finlandese è stato nei piani di Chievo e Cesena e recentemente è entrato in orbita Udinese. Il club che, in Italia, risul­ta essere più interessato. Anche se su Porokara è forte l’interesse di un paio di società olandesi e bel­ghe. Nulla è però deciso. Motivo per cui il Torino può continuare a monito­rare la situazione relativa all’esterno. Il quale, da un punto di vista economico, potrebbe davvero risulta­re un affare. Il suo prezzo sul mercato si aggira in­fatti sul milione di euro. Questa è però la cifra che un club avrebbe dovuto spendere nel caso in cui avesse deciso di chiudere l’affare in estate. A gen­naio infatti Porokara si svincolerà dall’Orebro. In Svezia il calendario della stagione fa sì che il con­tratto scada il 31 dicem­bre e non il 30 giugno co­me avviene in Italia. Che la Scandinavia sia un ser­batoio importante dal quale pescare è dimostra­to, tra gli altri, dall’affare Portin. Il centrale difensi­vo finlandese portato in Italia dall’Ascoli che l’ha acquistato per 400 mila euro. Il Padova, che l’ha preso nell’ultima sessione del mercato, ha sborsato ai marchigiani 1 milione di euro per la metà. Ed è solo un esempio.

L’ALTRO OBIETTIVO - Per adesso va aggiunto che il Torino non ha formulato alcuna offerta ufficiale né all’Orebro né al procurato­re di Porokara. E’ vero d’altra parte che i dirigen­ti granata tengono costan­temente sott’occhio l’evol­versi della situazione. An­che perché è evidente che con Lerda alla guida tec­nica del Torino la società granata non possa che ri­manere con le antenne dritte in tema di esterni. Basti ricordare che l’obiet­tivo di un’estate, rimasto poi invischiato in una ra­gnatela burocratica, è sta­to Denilson Gabionetta. Oggetto del contendere tra il Crotone e il club bra­siliano dell’Hortolandia. Come dichiarato dal vice­presidente dei calabresi Giovanni Vrenna prima della sfida di sabato scor­so, nulla esclude che l’af­fare possa comunque con­cretizzarsi nelle prossime finestre di mercato. Resta il fatto che i granata, per non farsi trovare imprepa­rati, battono anche altre piste. Anche perché a ben guardare di un esterno of­fensivo il Torino ha ancora necessità. Nessuno discu­te infatti il valore di Iun­co e Sgrigna, i quali però sono più seconde punte che esterni di ruolo. Vero, è arrivato Scaglia, ottimo elemento per completare il reparto, ma per caratte­ristiche non il giocatore capace di saltare l’uomo che a Lerda servirebbe co­me il pane. Non va nem­meno dimenticato Lazare­vic, che forse attualmente è il giocatore con le carat­teristiche più adatte per il 4- 2- 3- 1. Ma l’età ( 20 anni) impone di non addossare allo sloveno eccessive re­sponsabilità. E lo stesso discorso vale per Stevano­vic. E così nel mirino dei dirigenti granata c’è il fi­nalndese. Altre le caratte­ristiche rispetto a Gabio­netta: il brasiliano ha nel dribbling la caratteristica distintiva, mentre Poroka­ra ha nella potenza la sua arma migliore. Comunque il giocatore piace: più avanti si vedrà se l’idea evolverà in autentica trat­tativa.Alessandro Baretti

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