Ken Loach bacchetta la Rear. Ma la coop: "Lo hanno informato male"
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- Categoria: Attualità
- Pubblicato Giovedì, 22 Novembre 2012 13:53
- Scritto da Adriano Lovera
TORINO 22 Nov (Però Torino) - Ken Loach diserta il Torino film festival in polemica con la Rear. Ma che cosa unisce il regista britannico e la cooperativa torinese?
Loach, figlio di operai, vuole difendere i lavoratori. "E' con grande dispiacere che mi trovo costretto a rifiutare il premio che mi è stato assegnato dal Torino Film Festival" ha dichiarato, per contestare “il licenziamento di persone e l'esternalizzazione dei servizi svolti da lavoratori con salari più bassi". Così non verrà il 23 novembre a ritirare il premio che la kermesse torinese gli avrebbe assegnato. “A Torino sono stati esternalizzati alla Cooperativa Rear i servizi di pulizia e sicurezza del Museo Nazionale del Cinema. Dopo un taglio degli stipendi i lavoratori hanno denunciato intimidazioni e maltrattamenti” prosegue ancora il regista, che è stato informato dell'accaduto da uno dei dipendenti coinvolti in questa vicenda. “Mi aspetterei che il Museo, in questo caso, dialogasse con i lavoratori e i loro sindacati, garantisse la riassunzione dei lavoratori licenziati e ripensasse la propria politica di esternalizzazione. Non è giusto che i più poveri debbano pagare il prezzo di una crisi economica di cui non sono responsabili”. Insomma, una tirata d'orecchi poco in stile british.
Ma la Rear (che figura tra gli inserzionisti di questa testata, senza che questo ci induca a rinunciare al dovere di cronaca) si difende in una nota ufficiale. “A carico dei nostri lavoratori non è stato operato alcun taglio dei salari. A quei soci, come a tutti i colleghi (centinaia) nel resto d'Italia e agli stessi amministratori dell'azienda, è stata applicata la misura temporanea prevista dalla legge 14/2001 per le cooperative". Un testo secondo cui, in caso di necessità, si può dar vita a un piano di crisi aziendale con la possibilità della riduzione temporanea dei trattamenti economici integrativi.”E' falso – prosegue ancora il comunicato - che ci siano stati licenziamenti a danno di chi si sia opposto a quello che solamente il signor Loach (e chi male lo informa) definisce 'taglio salariale'. Frutto di pericolosa fantasia sono inoltre i citati episodi di minacce e maltrattamenti”.
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