Briamonte, l'avvocato di casa Fiat-Grande Stevens imbarazza il Vaticano
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- Pubblicato Giovedì, 21 Marzo 2013 17:41
- Scritto da Redazione Però
TORINO 21 Mar (Però Torino) - Potrebbe esserci un filo che lega due tra le banche più chiacchierate del momento: Monte dei Paschi di Siena, da due mesi nella bufera, e lo Ior, la banca vaticana. E in mezzo ci sarebbe Michele Briamonte, 37 anni, enfant prodige degli avvocati torinesi, punta pregiata dello studio Grande Stevens, da sempre lo studio legale di fiducia delle galassia Agnelli-Fiat-Juventus.
Lo scorso 5 marzo la sua abitazione torinese era stata perquisita dalla Guardia di Finanza in relazione all'inchiesta sul Monte dei Paschi, di cui era consigliere d'amministrazione da poco, entrato insieme al nuovo corso di Alessandro Profumo. Un'inchiesta nella quale Briamonte non è comunque indagato.
Oggi però spunta un dettaglio in più. Come anticipa il settimanale l'Espresso, a fine febbraio Briamonte è stato fermato all'aeroporto romano di Ciampino e si è opposto alla Guardia di finanza che voleva controllare il contenuto della sua valigetta. Ha potuto farlo esibendo un passaporto vaticano. In quell'occasione l'avvocato era insieme a monsignor Roberto Lucchini, che lavora presso la segreteria di Stato guidata dal potente cardinale torinese Tarcisio Bertone. “Dopo una convulsa trattativa e numerosi contatti telefonici con la segreteria di Stato, l'avvocato e il monsignore hanno potuto lasciare l'aeroporto romano senza consegnare ai militari le loro borse” scrive l'Espresso. E non si capisce come mai Briamonte avesse a disposizione un passaporto della Santa Sede.
Sulla banca vaticana, di cui Briamonte era consulente da tempo per lo studio, va avanti un'inchiesta a Roma sin dal 2009. Il settimanale ipotizza possa esserci un collegamento tra l'episodio di Ciampino e il fatto che pochi giorni dopo, il 5 marzo, l'abitazione di Briamonte sia stata perquisita.
Briamonte, laureato giovanissimo a 22 anni, a soli 31 anni era già stato il difensore della Juventus vicenda Calciopoli e di Franzo Grande Stevens (foto a destra) nel processo per l'equity swap di Ifil-Exor. Successivamente è entrato nel cda della Juventus, considerato punto di riferimento di John Elkann, salvo poi rassegnare le dimissioni la scorsa estate. E secondo ricostruzioni giornalistiche, in qualità di consigliere del cardinal Bertone, era uno dei contrari all'operazione trasparenza sui conti dello Ior avviata da Ettore Gotti Tedeschi sui depositi bancari aperti prima dell'aprile 2011.
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