Trapianto di cervello entro due anni, lo spettro di Frankenstein dietro l'annuncio choc di un medico torinese
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- Categoria: Attualità
- Pubblicato Martedì, 18 Giugno 2013 22:19
- Scritto da Marco Scabbia
TORINO 19 Giu (Però Torino) - "Fra due anni sarà possibile realizzare il trapianto del cervello". No, non si tratta di uno scherzo di pessimo gusto, e nemmeno delle farneticazioni di un folle in camice bianco in preda a delirio di onnipotenza.
L'inquietante notizia, che evoca immagini sinistre degne del Dr. Frankestein di Mary Shelley, in realtà sono parole di Sergio Canavero, neurochirurgo presso la Città della salute e della scienza di Torino. E' sua convinzione che un intervento chirurgico di questo tipo non solo sia fattibile, ma che lo sia anche in tempi relativamente brevi. Alla notizia, immediata è stata la levata di scudi da parte del mondo medico e scientifico nazionale, che giudica la prospettiva di un trapianto di testa oltre che impossibile anche immorale. In Italia infatti sia il trapianto degli organi genitali che quello del cervello sono vietati.
Ma da dove nasce la convinzione del medico torinese? Nasce da un progetto che si chiama Heaven/Gemini (vale a dire Head Anastomosis Venture with Cord Fusion), pubblicato di recente sulla Surgical Neurology International. La ricerca ha messo in luce la possibilità di fondere tra loro due diversi tratti del midollo spinale. "Il donatore del corpo e il candidato ideale per riceverlo sono in teoria un individuo che può avere perso la vita per un trauma cranico, senza lesioni degli altri organi - spiega Canavero - o chi ha subito un ictus fatale; e il ricevente potrà essere ad esempio una persona affetta gravemente da una malattia neuromuscolare degenerativa o un soggetto tetraplegico''. E com'è possibile garantire la continuità del midollo spinale, vero punto cruciale dell'impresa? Secondo Canavero il problema si potrebbe risolvere grazie all'ausilio di alcuni speciali materiali chimici, detti fusogeni o sigillanti di membrana.
Al momento Canavero pare però non aver trovato alleati fra i suoi colleghi, né tantomeno riscontri scientifici alle tesi da lui sostenute. Per Alessandro Nanni Costa, presidente del Centro Nazionale Trapianti, si tratterebbe di ''trapianti di strutture assolutamente complesse di cui ancora ignoriamo tante cose. Atteniamoci alla sfera della realtà e al buon senso''. A rincarare la dose ci pensa il professor Gilberto Corbellini, storico e filosofo della scienza dell'Università La Sapienza di Roma, che oltre alla impossibilità tecnica si pone anche la questione etica. "Ogni intervento del genere dovrebbe passare sotto l'esame severissimo di un comitato etico nazionale e di uno interno all'ospedale. Trapiantare la testa di una persona sul corpo di un altro è qualcosa di inverosimile dal punto di vista tecnico-scientifico e non plausibile dal punto di vista biologico, perché il cervello di una persona non funzionerebbe sul corpo di un'altra. La persona sta nel cervello – ha precisato ancora il professore - quindi eventualmente sarebbe un trapianto di corpo. Il cervello poi si struttura in funzione del corpo su cui si sviluppa ed e' capace di controllare solo quel corpo. Il trapianto di testa dal punto di vista tecnico al momento è un traguardo fantascientifico''.
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