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Testamento biologico: sì al registro Stampa
Scritto da CittAgorà   
Martedì 16 Novembre 2010 18:25

Rispetto della dignità della vita e della persona. Ci si interroga come questo vada garantito e tutelato, quando si debba far ricorso a trattamenti sanitari utili ad assicurare a volte solo il respiro di un individuo, a volte poco più. Eluana Englaro e Pier Giorgio Welby sono le persone che hanno riacceso questo interrogativo, pesante per la coscienza di ciascuno. Il diritto di scegliere come andare incontro alla fine della propria esistenza si confronta con il diritto alla vita, un faccia a faccia tra etica e scienza, tra sofferenza e speranza.

L’Italia non ha ancora una legge nazionale, ma il problema è sentito oltre che da tutte le forze politiche, anche dai cittadini.
E proprio dai cittadini (2800 le firme raccolte) è nata la proposta di una delibera per l’istituzione del cosiddetto “registro sul testamento biologico”. Una proposta che ha dato origine ad un ampio dibattito da parte di tutte le forze politiche in Sala Rossa e che, alla fine, il Consiglio comunale ha approvato.
mano Restano da definire le procedure, ma lo scopo del provvedimento è quello di far sì che presso il Comune, possa essere conservato un registro con le dichiarazioni di volontà dei cittadini torinesi sui trattamenti sanitari, nel caso in cui una malattia grave impedisse loro di manifestare le proprie intenzioni nelle terapie utili al mantenimento in vita.
Le dichiarazioni possono indicare anche il nome di una persona alla quale il Comune dovrà consegnare la documentazione presente nel registro.
Allo stesso modo, le attestazioni di volontà dovranno essere consegnate, su richiesta del medico curante o di chiunque ne sia a conoscenza, al direttore sanitario della struttura nella quale il paziente si trovi in cura e non sia in grado di esprimere la propria volontà.
La Sala Rossa ha approvato la delibera con 28 sì, 4 no, 4 astenuti, dando così seguito alla mozione del Consiglio comunale approvata nel novembre di un anno fa, sullo stesso argomento.
Torino non è la prima città italiana a intervenire sulla questione: Pisa, Firenze, Vicenza, Genova hanno già approvato l’istituzione del Registro. A Roma lo ha istituito il X Municipio (l’equivalente di una nostra Circoscrizione).
Insieme alla delibera è stata approvata, con 21 sì, 4 no e 11 astenuti, una mozione di accompagnamento (primo firmatario il capogruppo del Pd Andrea Giorgis) con la quale si chiede alla Giunta di attivare “ogni forma di comunicazione verso i cittadini perché possano esercitare, qualora lo ritengano, la propria autodeterminazione sul trattamento sanitario di fine vita”.

Nella foto: A Torino sarà possibile dichiarare la propria volontà rispetto al trattamento sanitario, in caso di grave malattia, utile al mantenimento in vita.

F.D'A.
Ultimo aggiornamento Martedì 16 Novembre 2010 19:44
 

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