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TORINO 10 dic (Però Torino) - Nessuna traccia, dopo una settimana esatta, dell'automobilista killer che sabato scorso ha distrutto la famiglia Sgrò in corso Peschiera a Torino. Il bambino, Alessandro di sette anni, è morto con la schiena spezzata, il padre è ricoverato in gravi condizioni e la madre se l'è cavata con una frattura: attraversavano sulle strisce pedonali. Le ricerche da parte delle forze dell'ordine proseguono, ma è giusto tornare su questo argomento e continuare a sollecitare la massima attenzione per un delitto che non può restare impunito.
Nell'era delle telecamere ovunque, in pieno giorno di fronte a tantissimi testimoni, in una grande città come Torino è insomma ancora possibile uccidere una persona e riuscire a passare sette giorni senza essere individuati. Siamo rimpinzati di messaggi rassicuranti e di telefilm tipo Csi o Ris, dove la tecnologia vince sempre: la realtà è diversa. Nessuna delle centinaia di segnalazioni giunte in questi giorni alle forze dell'ordine, verificate una per una, ha dato esito positivo. E neppure l'analisi del numero di matricola impresso parzialmente su un pezzo di fanale perso dalla vettura, ne' la visione dei filmati degli impianti di sorveglianza. Si ritiene che l'auto sia una Clio grigia, ma anche su questo punto non c'è chiarezza.
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L'attraversamento di corso Peschiera 219 (teatro del terribile sinistro) è nell'occhio del ciclone: da tempo i residenti chiedono, con petizioni, l'installazione di un semaforo. Tuttavia, l'assessore ha fatto notare che «si tratta di un attraversamento dove sono stati adottati tutti gli accorgimenti di sicurezza a norma del Codice della Strada. Mancano solo i dossi e le strisce rialzate». Infatti, l'attraversamento dista 130 metri dal primo incrocio, quello con via Bardonecchia, e 230 da corso Montecucco, dove i dati degli incidenti sono più alti. Comunque, l'assessore ha spiegato che «il problema della pericolosità dei grandi viali per i pedoni esiste. Dipende quindi dalle scelte che si vogliono fare per diminuire al massimo i rischi. Esistono molti attraversamenti simili a quello di corso Peschiera. Sarebbe giusto valutare l'eliminazione totale di queste strisce pedonali».
Torino, comunque, non si dà per vinta. E oggi decine di auto 'truccate' hanno sfilato per ricordare il bambino investito e ucciso: l'iniziativa si e' svolta ieri sera, nel punto in cui e' avvenuto l'incidente, per iniziativa degli appassionati del cosiddetto 'car tuning', il potenziamento meccanico delle vetture, trasformate anche sul piano estetico. Secondo testimoni, l'auto che ha travolto il bambino, che stava attraversando la strada sulle strisce pedonali insieme ai genitori, potrebbe essere proprio una vettura potenziata.
Continuiamo a tenere viva l'attenzione e a chiedere a chiunque sappia o abbia visto qualcosa, di contattare le autorità competenti.









