Pedaggi, cancellato l'aumento in Tangenziale, ma è caos Stampa
Scritto da Repubblica   
Venerdì 30 Luglio 2010 10:55

Pedaggi, cancellato l'aumento in Tangenziale, ma è caos

Dopo la decisione del Tar del Lazio, anche in Piemonte può arrivare lo stop agli aumenti dei pedaggi in tangenziale. La scelta ha effetto anche nella nostra regione e da domani gli automobilisti non dovrebbero più pagare l'extra di 20 centesimi ai caselli di Falchera, Bruere e Settimo, scattato dal primo luglio. Ma l'Ativa frena: "Attendiamo informazioni precise dall'Anas"."Per adeguare il programma informatico che regola le esazioni, complesso perché è su scala nazionale e le combinazioni di percorsi sono parecchie, ci vorranno almeno 24 ore, così ci è stato detto. Poi si pagheranno gli importi previsti prima del decreto, quello appena annullato". L'ordinanza con cui il Tar del Lazio ha cassato gli aumenti introdotti da governo e Anas - i contestati ritocchi al rialzo in vigore dal primo luglio su autostrade e raccordi - avrà ricadute in tutta Italia, Piemonte compreso. I giudici amministrativi della capitale - che hanno preceduto sul filo di lana i colleghi torinesi, chiamati oggi ad esprimersi - hanno dato torto al consiglio dei ministri e ragione ai ricorrenti, in primis la provincia di Roma. La gabella, in parole povere, è stata dichiarata fuori legge perché assimilabile ad una tassa imposta senza dare alcun servizio in cambio.

"Quando fu emanato il decreto - ricorda Giovanni Ossola, presidente della società di gestione Ativa - abbiamo dato applicazioni alle direttive avute da Anas, il soggetto che gli aumenti ha deciso di applicarli. Appena appreso della sentenza del Tar, abbiamo chiesto chiarimenti e istruzioni sempre ad Anas e alla nostra associazione di categoria". Da domani, salvo imprevisti, non ci sarà più il balzello di 20 centesimi ai caselli di Falchera, Bruere e Settimo. E chi ha pagato, nelle settimane scorse? "È tutta da vedere", prende tempo Ossola, rimandando di nuovo all'Anas.

Il presidente della provincia Antonino Saitta, promotore di un ricorso analogo a quello del collega romano, confida oggi in una decisione fotocopia, in linea con il principio generale sancito nella capitale e rivendicando la primogenitura dell'azione di contrasto. "Il decreto - rimarca - è discriminatorio per quella parte di automobilisti che hanno la sola colpa di percorrere la tangenziale per andare a lavorare". Il consigliere regionale Pd Nino Boeti chiede di risarcire d'ufficio i pendolari e la butta in politica. "Il problema - dichiara - è che il presidente Roberto Cota e l'assessore Barbara Bonino sono genuflessi davanti alle decisioni del governo e incapaci di opporsi a qualunque scelta che danneggi il Piemonte e i suoi cittadini".

Ultimo aggiornamento Venerdì 30 Luglio 2010 17:45
 

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