"Danni d'immagine e da tangente" Di Summa deve risarcire 2,4 milioni Stampa
Scritto da Repubblica   
Giovedì 19 Agosto 2010 10:45

Novecentocinquantamila euro di "danni da tangente" da risarcire. Un altro milione da pagare per i "danni di immagine" e quasi cinquecentomila euro da versare per le ricadute sulla concorrenza e sulle dinamiche, distorte, del mercato. La Corte dei conti del Piemonte, dimezzate le richieste della procura contabile e arrotondato per difetto il totale,

adesso va a battere cassa. Una stangata, comunque. Con la sentenza numero 96, appena depositata, ha condannato il cardiochirurgo Michele Di Summa al risarcimento dei soggetti pubblici penalizzati dalla pratica delle mazzette, le Molinette in primis e l'università di Torino. Il professore, condannato per le tangenti su valvole e ossigenatori, assolto invece dalle accuse di omicidio colposo e lesioni ai pazienti operati, dovrà mettere mano al portafoglio e dare due milioni e quattrocentomila euro all'ex datore di lavoro e all'ateneo, sempre che l'annunciato appello non porti al ribaltamento a suo favore della decisione. Il fuoco di fila delle eccezioni e delle richieste di nullità non ha inciso, se non nel quantum, sulle riconoscimento delle responsabilità per tre delle cinque famiglie di danni individuate E, morto il collega e coindagato Giuseppe Poletti, economicamente ricadrà tutto sulle spalle di Di Summa: gli eredi del compagno di lavoro hanno rinunciato all'eredità, scaricandosi di debiti e di obbligazioni.

Pesantissime le parole del presidente Antonio D'Aversa, del consigliere relatore Giovanni Pastorino Olmi e del primo referendario Gerardo de Marco. Le tangenti e gli omaggi incassati da Di Summa sono stati, viene sottolineato, "un moltiplicatore di illecita ricchezza, traslata a carico del bilancio dell'amministrazione pubblica", come succede "ogni qualvolta sussista un pactum sceleris tra imprenditore e funzionario o, comunque, quando vengono violati i doveri di imparzialità e legalità". L'agevolazione di un fornitore amico e grato, sempre secondo la Corte dei conti, si è raggiunta "attraverso l'introduzione nei bandi di gara di specifiche tecniche e relativi punteggi assolutamente sganciati dalla rispondenza ad un interesse pubblico specifico ed unicamente finalizzati a consentire l'aggiudicazione al soggetto previamente individuato". Il tutto con un vulnus per le Molinette e per "altri valori, come la tutela dalla libera concorrenza tra gli imprenditori privati".

Quanto al danno di immagine, condivise dai giudici le conclusioni della procura contabile, si rimarca che "le condotte tenute dai due medici - Di Summa e il defunto Poletti - sono particolarmente riprovevoli sul piano etico-sociale, sotto il profilo della rilevanza del bene salute e per la natura, la gravità, il numero e la finalizzazione dei reati commessi". Non solo. Il "discredito procurato al mondo accademico universitario" è ritenuto "notevolissimo", così come la negativa "ricaduta sulla collettività tutta".

Ultimo aggiornamento Giovedì 19 Agosto 2010 15:03
 

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