Bnl-Unipol: alla fine pagano solo gli amici (o ex?) di Fassino
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- Categoria: Cronaca
- Pubblicato Giovedì, 31 Maggio 2012 07:48
- Scritto da Redazione Però
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ORINO 31 Mag - (Però Torino) Ricordate la famosa vicenda Unipol-Bnl? Quella delle telefonata tra Piero Fassino e l'ex numero uno di Unipol, Giovanni Consorte, dove al sindaco scappa la frase “allora, abbiamo una banca?”. Bene, la sentenza di Appello del Tribunale di Milano ha dato, quasi, il “libera tutti”, ribaltando il primo grado di giudizio.
Assolti pienamente l'ex governatore della banca d'Italia Antonio Fazio, il costruttore romano Francesco Gaetano Caltagirone, ma anche diversi altri imputati (quelli del cosiddetto contropatto), come Vito Bonsignore, Danilo Coppola, Ettore e Tiberio Lonati, Stefano Ricucci e Giuseppe Statuto, gli ultimi due famosi immobiliaristi conosciuti come i furbetti del quartierino. E ancora, assolti il banchiere Guido Leoni e l'imprenditore bresciano Emilio Gnutti. Le condanne restano solo per le persone coinvolte, più vicine agli ex Ds, Giovanni Consorte e Ivano Sacchetti, numero uno e due della compagnia assicurativa di allora. Le pene per loro sono state ridotte rispettivamente a un anno e sei mesi (erano tre anni e sette mesi in primo grado), annullando le sanzioni pecuniarie a carico dei due manager: 1,3 milioni per il primo, 1 milione per il secondo.
Consorte è stato condannato per i reati di ostacolo all'autorità di vigilanza e insider trading, mentre Sacchetti per il solo reato di ostacolo. L'accusa di aggiotaggio è caduta nei confronti di tutti gli imputati. E, per la cronaca, la banca romana oggi appartiene ai francesi di Bnp-Paribas.
Per fare chiarezza, il sindaco non è mai stato indagato, anzi, è in corso un processo contro l'editore de Il Giornale Paolo Berlusconi, reo secondo l'accusa di aver reso nota la telefonata, violando il segreto d'ufficio. Una telefonata che può sembrare poco simpatica, ma ha poco di strano nel mondo collegato tra politica e finanza e dove tra l'altro Fassino, nella frase successiva, si raccomandava di mettere a punto un buon piano industriale e poco più. E ci si potrebbe chiedere come si fa, così spesso, ad arrivare a decisioni finali così opposte tra i vari gradi di giudizio di un processo. Resta il fatto che a pagare sono soltanto gli amici (o ex? Chissà se si sentono ancora?) del sindaco.
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