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'Cercavo delle escort': lo accusano di omicidio

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TORINO 17 set (Però Torino) - Un torinese di 30 si vede piombare la polizia in casa che lor ritiene responsabile dell'omicidio di Leonardo Bernabini, tassista abusivo di 55 anni ucciso domenica mattina a colpi di fucile mentre si trovava nella sua auto, in una stradina di campagna sul colle riminese di Covignano. Era stato lui l'ultimo a telefonare al tassista, prima che lo ammazzassero. Ma si è difeso: "Volevo chiedergli dove trovare delle escort per la serata".

Il torinese stava per entrare in casa dopo il viaggio da Rimini a Torino, quando si è visto piombare addosso una quindicina di poliziotti della squadra mobile del capoluogo piemontese.
Gli agenti, su delega dei magistrati di Rimini, avevano chiesto ai colleghi di bloccare l'individuo: lo sospettavano di aver esploso due colpi di lupara contro il tassista abusivo riminese.
A mettere in fibrillazione gli investigatori verso il torinese era stata l'unica telefonata trovata registrata sul display del cellulare di Leonardo Bernabini. La telefonava risultava essere stata effettuata dall'utenza del trentenne alle 6 e 30 di quella tragica mattina.

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Si riteneva che il titolare di quel numero telefonico fosse l'ultima persona ad aver visto vivo il tassista, dunque il suo killer. Da qui l'azione repentina degli agenti che si sono messi all'inseguimento dell'uomo.
Lui, dopo essere stato a Rimini, s'era spostato a Riccione per poi tornare in riva al Po, passando dalla Lombardia. Individuato il giovane a Torino, mentre era in procinto di entrare in casa dove abita con i genitori, i poliziotti hanno inviato una fotografia ai colleghi riminesi che l'hanno a loro volta mostrata agli addetti della sicurezza e ai tassisti del "Classic " che avevano visto Bernabini allontanarsi con un biondino a bordo.
Nessuno, però, ha riconosciuto quel volto. Inoltre il torinese non presenta neppure i graffi al viso e sulle braccia descritti dai testimoni che avevano visto fuggire il killer dopo l'omicidio.

Si cercava poi un "biondino" e il fermato è quasi bruno.
Per finire, ha fornito una spiegazione ritenuta credibile sul motivo per il quale il suo numero è rimasto impresso sul cellulare del Bernabini.
Il torinese ha riferito che non era la prima volta che con gli amici veniva a Rimini e che l'ultima volta era stato per festeggiare l'addio al celibato di uno del gruppo. Ha aggiunto di aver chiamato la vittima per chiedere il numero di una ragazza immagine con la quale si erano già intrattenuti in precedenza. Pensava che Bernabini fosse in grado di fornirgli il numero della escort.

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