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'Ndrangheta a Torino: 'Non li ho uccisi io, ma vi porto dove sono sepolti'

mitragliettaTORINO 4 apr (Però Torino) – "Non li ho uccisi io, ma so dove sono i corpi. Se volete vi ci porto". Colpo di scena al processo per alcuni omicidi di 'ndrangheta a Torino.

 

Durante l'udienza di oggi 4 aprile uno degli imputati, Rosario Marando, ha chiesto alla corte di parlare e ha detto di non essere lui il responsabile della morte di Antonio e Antonino Stefanelli e Franco Mancuso, uccisi nel 1997 a Volpiano. Tuttavia ha rivelato di sapere dove sono sepolti i corpi.

 

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In seguito alla testimonianza il giudice ha interrotto l'udienza e ora carabinieri, magistrati e avvocati, stanno andando a fare un sopralluogo con Marando nel luogo in cui i corpi sarebbero sepolti a Volpiano.

 

"Lo dico adesso perché non fa più danni a nessuno", ha spiegato l'imputato. Secondo il suo racconto, il fratello Pasqualino aveva convinto tutti - "anche me", ha spiegato - che a uccidere l'altro fratello Francesco l'anno precedente era stato Francesco Napoli. Poi - sempre secondo quanto riferito da Marando in aula - il fratello avrebbe fatto contattare gli Stefanelli, che riteneva i veri responsabili dell'uccisione di Francesco, per proporgli un'alleanza contro la famiglia Napoli.

 

I due Stefanelli e Mancuso sarebbero stati trucidati appena scesi dall'auto sul luogo dell'incontro. Rosario Marando ha raccontato di aver ricevuto una telefonata e di aver trovato i tre già morti.

 

"Sul posto c'erano Rosario e Antonio Trimboli, Giuseppe Perre e Giuseppe Leuzzi. Insieme ad Antonio ho scavato una fossa in cui li abbiamo sepolti", ha raccontato.

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