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'Ndrangheta in Piemonte: 'Questa sentenza farà storia'

caselliTORINO 25 giu (Però Torino) - "Questa sentenza farà storia e sarà una pietra miliare della storia. Perché sarete voi giudici a dover affermare l'esistenza della 'ndrangheta in Piemonte e la sua operatività". È quanto ha dichiarato il procuratore di Torino Roberto Sparagna, che ha iniziato oggi 25 giugno la requisitoria dell'accusa nel processo "Minotauro", il più grande contro la malavita organizzata piemontese.

 

Le requisitorie dureranno vari giorni e interverranno tutti i magistrati che hanno condotto le indagini insieme al dottor Sparagna.

 

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Oggi in prima fila, nell'aula bunker del carcere delle Vallette accanto al pm che ha preso la parola, c'era il capo della Procura di Torino Gian Carlo Caselli (nella foto). Un segnale importante che serve anche a dare peso alle indagini e alla ricostruzione dell'accusa.

 

Sparagna ha cominciato la requisitoria citando l'intercettazione di un colloquio che era intercorso il 16 dicembre 2010 fra Giuseppe Catalano, capo della "locale" (come è chiamata in gergo una cellula formata da 'ndranghetisti) di Siderno a Torino nonché rappresentante di tutte le locali del torinese, e Francesco Tamburi, capo società della locale di Siderno a Torino.

 

"Si parlano dopo 5 mesi di detenzione", spiega il pm torinese. "Catalano dice: 'Mi dispiace perché si è scoperto quello che ero, quello che era e quello che è'. E Tamburi gli fa subito cenno di stare in silenzio. In questa frase - continua Sparagna - c'è la sintesi del processo. Catalano si dichiara dispiaciuto perché si è scoperta l'esistenza della 'ndrangheta nella provincia di Torino".

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