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Massaggi cinesi a luci rosse: chiuso (per la 2° volta) un Centro di Torino

centro-massaggi-cineseTORINO 24 set (Però Torino) – Altro che "Centro benessere": sotto l'attività si continuava a celare un giro di sfruttamento della prostituzione. Lo stesso reato per cui, qualche mese fa, era già finito sotto indagine non solo il proprietario cinese dell'esercizio, ma anche un noto professore universitario del Politecnico di Torino.

 

beccati per la seconda volta, dunque. La nuova svolta è avvenuta nella mattinata di oggi, 24 settembre, quando i militari della Polizia Tributaria della guardia di finanza di Torino hanno sequestrato in maniera preventiva il "Centro Benessere Giada" di Moncalieri. Nell'ambito dell'indagine per sfruttamento della prostituzione è finita agli arresti domiciliari la titolare cinese e sono state fatte alcune perquisizioni, per ordine di un provvedimento emesso dal Gip di Torino Roberta Vicini.

 

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Il centro, assiduamente frequentato da numerosi habitué provenienti dalle province di Torino, Cuneo, Asti ed Alessandria, era già stato sequestrato lo scorso 9 aprile (e dissequestrato a giugno), per un'indagine sullo stesso reato che vede tuttora coinvolti la donna arrestata, un docente del Poli e altre due persone.

 

In particolare, il professore si occupava della promozione del centro mediante la pubblicazione su Internet di inserzioni a sfondo erotico. Mentre la titolare cinese, già in passato condannata per sfruttamento della prostituzione, gestiva a tutti gli effetti l'attività illecita organizzando gli incontri e riscuotendo il denaro alla cassa.

 

Tuttavia, grazie ad una serie di appostamenti, indagini sul campo e la testimonianza diretta di oltre una decina di avventori, le Fiamme Gialle hanno scoperto che il centro già pochi giorni dopo il dissequestro non offriva solo massaggi, ma anche prestazioni sessuali a pagamento, eseguite dalle numerose ragazze di diversa nazionalità che vi lavoravano.

 

Guarda caso, infatti, in concomitanza con la riapertura dei locali erano comparsi vari annunci a sfondo erotico su diversi siti Web, riconducibili al centro Giada. Il costo di una prestazione variava dai 50 ai 150 euro, a seconda della tipologia di "massaggio".

 

La maîtresse cinese, oltre ad aver proseguito nell'attività di sfruttamento della prostituzione, aveva tentato anche di ostacolare le indagini, contattando alcune delle persone avevano contribuito ad incriminarla, per indurle a modificare la versione dei fatti.

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