Appalti a Venaria: pioggia di arresti, anche un ex presidente del Piemonte
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- Categoria: Cronaca
- Pubblicato Lunedì, 07 Ottobre 2013 10:26
- Scritto da Redazione Però
TORINO 7 ott (Però Torino) - Un ex presidente regionale del Piemonte arrestato. Stamane i carabinieri hanno effettuato un bliz a Venaria Reale, a chiusura di un'inchiesta per tangenti e appalti truccati per il restauro di dimore storiche, dalla Reggia di Venaria ai Giardini Reali.
In manette sono finiti in cinque, tra gli altri l'ex sovrintendente Francesco Pernice e appunto l'ex presidente della giunta regionale Ezio Enrietti, qui nelle vesti di imprenditore edile. Enrietti era stato coinvolto anche dall'inchiesta del 1984, che aprì il filone delle indagini contro la politica. Era del Partito Socialista.
Agli arresti anche l'imprenditore napoletano Claudio Della Rossa, rappresentante di una cooperativa, un funzionario del patrimonio regionale Giuliano Ricchiardi (attualmente in servizio) e il collaboratore di Enrietti Claudio Santese. L'operazione è coordinata dal sostituto procuratore Stefano Demontis, le accuse sono di turbativa d'asta, corruzione, falso in atto pubblico e truffa aggravata.
La Procura contesta alcune gare d'appalto bandite dal Consorzio La Venaria o dalla Regione negli anni 2011 e 2012: si tratta del restauro della Chiesa di Sant'Uberto (150 mila euro), della sistemazione del Terrazzo del Garove (499 mila euro), della realizzazione di parcheggi e viabilità intorno alla Reggia (5,78 milioni di euro), del restyling dei Giardini Reali di Torino (ben 1,75 milioni di euro), delle opere di completamento della Certosa di Valcasotto, nel Monregalese (1,99 milioni).
La Procura specifica che il primo filone d'indagine "coinvolge il direttore del settore Conservazione Beni Architettonici e Impianti del Consorzio La Venaria Reale, Francesco Pernice, e alcuni esponenti delle ditte private Cooperativa Edil Atellana e Les, riguarda gli appalti di ristrutturazione di edifici e beni storico-artistici (o la realizzazione di opere di servizio)" che secondo gli investigatori sarebbero stati pilotati per favorire alcune ditte a discapito di altre.
Il secondo filone, emerso mentre si indagava sul primo, è quello degli appalti dei Giardini Reali e della Certosa di Valcasotto: "In questo caso - aggiungono i Pm - "sono state accertate collusioni tra un funzionario regionale ed esponenti delle stesse ditte private". In ogni caso la Procura sottolinea che "non vi sono, tra gli indagati, altri dirigenti o funzionari del Consorzio La Venaria".
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