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Sergio Tacchini diventa cinese Stampa
Scritto da Redazione Però   
Martedì 10 Giugno 2008 18:14

L'italianissimo marchio della Sergio Tacchini sta passando in mani cinesi. La notizia è ufficiale: la celebre azienda, sorta in Piemonte, legata a tanti campioni di tennis, è stata rilevata dalla Hembly International, gruppo quotato ad Hong Kong, che in precedenza aveva già salvato l'azienda dall'insolvenza.

La Hembly ha già una sede in provincia di Treviso e adesso, con questa operazione, si "italianizzerà" ulteriormente. Già si sapeva che la Sergio Tacchini, la marca di abbigliamento sportiva nata su iniziativa del famoso tennista Sergio Tacchini (nel '60 era stato campione d'Italia) oltre quarant'anni fa, era stata salvata dalla bancarotta con un'iniezione di capitali proveniente dalla Cina. Ma solo adesso è arrivata la notizia che il top manager Ngok Yan Yoe ha preso ufficialmente il controllo dell'azienda di Bellinzago, spendendo 27 milioni di euro.
Il marchio Sergio Tacchini era nato inizialmente per il tennis, ma aveva poi esteso le sue attività ad altri settori sportivi e al tempo libero: uno dei suoi meriti, secondo gli stilisti, è stato quello di aver introdotto nell'abbigliamento tennistico i colori. A lungo infatti l'abbigliamento legato al campo da tennis era stato rigorosamente bianco. Particolarmente in auge negli anni Ottanta, prediletta da campioni come Jimmy Connors, John Mc Enroe e Ilie Nastase, la Tacchini era poi stata schiacciata dalla concorrenza dei colossi dello sportswear, e nel 2006, con un fatturato di 100 milioni, i debiti dell'azienda novarese ammontavano addirittura a 70 milioni. In un primo momento, si era ipotizzato il suo acquisto da parte del gruppo Orlando, il fondo guidato da Pierdomenico Gallo e Gianni Mion, poi invece il 4 giugno 2007 il marchio è entrato ufficialmente nel gruppo Tacchini H4T (Hembly for Tacchini), società cinese controllata da Billy Ngok, presidente di Hembly International Holding Limited. L'operazione aveva fatto scalpore perchè si trattava della prima volta che i cinesi riuscivano a mettere le mani su un brand italiano di fama internazionale. Ora l'acquisizione fa praticamente parte della storia.

 
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