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Torino, sequestrato ristorante abusivo ma molto noto

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TORINO 25 ott (Però Torino) - La notizia forse non è tanto che sia stato chiuso, ma che abbia potuto operare per molti mesi, con ben tre siti internet a pubblicizzarne l'attività: un ristorante, totalmente abusivo eppure piuttosto noto in città, ricavato in un appartamento vicino a piazza Statuto a Torino, ha infatti lavorato tranquillamente senza mai registrare il becco di uno scontrino, malgrado li rilasciasse, nell'indifferenza generale delle autorità competenti.
Ma l'altra sera, dopo una segnalazione da parte di un cittadino, i Nas hanno sequestrato tutto l'appartamento, 140 metri quadri: nell'abitazione i due titolari - le agenzie sottolineano che sono entrambi piemontesi e anche questa è una notizia, visto che la razza si pensava estinta in città - cucinavano, servivano pasti a gogò e davano da lavorare a due camerieri rumeni, rigorosamente pagati in nero pure loro.
pagine da assaggiare ristorante abusivo torino sequestrato corso franciaTra l'altro i due improvvisati ristoratori, già denunciati per truffa in passato, giustificavano la propria attività con presunte finalità umanitarie, dichiarando che gli utili del ristorante "casalingo", avrebbero dovuto essere destinati alla finalità benefica di ospitare in alcuni appartamenti di Torino familiari indigenti di persone ricoverate in ospedali cittadini.
I soldi? Tanti, tutti esentasse: sabato scorso i clienti erano 48 e il menu costava 30 euro. Per cui l'incasso della serata ammontava a 1.440 euro. Tenendo conto dei limiti, delle tasse, delle autorizzazioni, dei controlli sanitari, delle spese annesse e connesse che i ristoratori devono pagare, magari proponendo menu anche inferiori ai 30 euro, si capisce che l'attività dei due era piuttosto redditizia.

Per rendere maggiormente credibile la finalità umanitaria, fra i gestori dell'associazione con ristorante, venivano indicati due esponenti di un noto ordine religioso cattolico. Uno di essi era però da tempo deceduto, mentre l'altro si dice estraneo alle attività dell'associazione.

All'interno ristorante, che gli inquirenti definiscono pregevole dal punto di vista estetico, sono state rinvenute bottiglie di vino piemontese e di olio toscano con etichette di produzione molto casalinga ed incompleta e barattoli di miele anonimo. E' stato richiesto all'autorità giudiziaria l'oscuramento dei tre siti internet utilizzati dagli indagati per pubblicizzare le loro attività.

L'intervento dei militari del Nas non nasce dalle proteste dei condomini ma dalla segnalazione di un cliente del ristorante, insoddisfatto dal servizio e dubbioso circa le presunte finalità filantropiche dichiarate dell'iniziativa.
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