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TORINO 20 dic (Però Torino) – Le caraffe che filtrano l’acqua? Farebbero più male che bene.
Sono infatti arrivati i risultati della consulenza sulle caraffe filtranti sul tavolo del sostituto procuratore di Torino Raffaele Guariniello. Le brocche, che servirebbero a depurare l’acqua del rubinetto, in realtà modificherebbero la normale composizione dell'acqua e alcune farebbero registrare un'elevata carica batterica nei filtri già dai primi utilizzi.
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L'inchiesta è stata aperta a febbraio dalla Procura inizialmente solo sulle caraffe prodotte da tre aziende, ma si è poi allargata a tutte le tipologie in commercio in Italia: una decina tra marchi italiani e stranieri. Dall'analisi è emerso che l'iniziale contenuto di calcio e magnesio nell'acqua, alla fine del filtraggio in tutte e dieci i casi verrebbe sostituito con sodio e potassio, elementi che in elevate concentrazioni possono essere potenzialmente pericolosi per alcuni soggetti come i diabetici, gli ipertesi e i cardiopatici. Al momento, va detto, non è stato specificato dalla Procura in che modo questa reazione chimica possa avvenire. Solo la metà delle case produttrici però, risulta riportare sui fogli illustrativi avvertimenti sui possibili rischi.
La consulenza evidenzia poi che ben sette caraffe sulle dieci analizzate rilascerebbero sali d'argento (presenti nel filtro) e ioni di ammonio nell'acqua già dalle prime erogazioni. Senza contare la carica batterica riscontrata sui filtri: solo quattro garantirebbero una completa durata del filtro con una carica batterica che resta contenuta, mentre tre fanno registrare valori elevati già a metà ciclo e nelle altre tre viene riscontrata una carica batterica elevata verso la fine della vita del filtro.
Il pm Guariniello ha trasmesso i risultati della consulenza al ministero della Salute. Il reato ipotizzato è di frode in commercio e commercio di sostanze pericolose per la salute. Una notizia che di certo farà piacere ai produttori di acque in bottiglia, anche se sarebbe curioso indagare pure sul contenuto di queste ultime.









