|
|
TORINO 5 gen (Però Torino) – Tiro a segno contro gli stranieri, applicazione dei metodi di Mengele, e frasi antisemite. Tanto da minacciare una strage in sinagoga: sono le nuove invettive che il professore di Torino Renato Pallavidini affida a Facebook.
È da almeno quattro anni che il docente di liceo classico si serve dei social network per quella che lui definisce semplice «libertà di espressione». Nella sua pagina online ha inserito una foto in cui Hitler e Mussolini si stringono la mano, commentandola: «Se mi togliete questa foto, vado con la mia pistola, alla sinagoga vicinissima a casa mia e stendo un po’ di parassiti ebrei che la frequentano. Vi conviene stuzzicare il can che dorme?».
Però è anche su Facebook, entra qui e clicca su "mi piace"
Nel 2007 (all'epoca insegnava in uno dei più prestigiosi licei classici torinesi, il Cavour) era stato denunciato da genitori, docenti, allievi, per le sue teorie negazioniste sui campi di concentramento e per aver offeso la memoria degli ebrei. da quel momento non ha mai perso occasione per pubblicare su Facebook le sue posizioni. Tra queste quella di non voler pagare l'Ici per non finanziare l' assistenza «a negri e zingari».
Immediate le proteste della comunità ebraica. Renzo Gattegna, presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, ha detto: «L'auspicio è che d'ora in poi tale individuo, oltre a subire un regolare processo che ne accerti le responsabilità, sia finalmente messo in condizione di non poter più nuocere ai giovani, né all'interno di una qualsiasi aula italiana né sulla rete».










